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Il sogno di papa Francesco? Andare in pizzeria!

© Antoine Mekary / Aleteia

Roberta Sciamplicotti - Aleteia - pubblicato il 25/05/15

“Vorrei tanto andare in pizzeria e mangiare un buona pizza”, confessa in un'intervista

Un’intervista privata rilasciata al giornale argentino La Voz del Pueblo ha svelato uno dei desideri nascosti di papa Francesco: poter andare in pizzeria per mangiare “una buona pizza".

In un piccolo e semplice salone della residenza Santa Marta, il pontefice ha ricevuto il rappresentante del giornale senza presenza di terze persone e con una sola condizione: “L’unica cosa che ti chiedo è giocare pulito”, ha detto prima che il registratore entrasse in azione. Nei 45 minuti dell’incontro, ha confessato che in altri tempi aveva “panico per i giornalisti”, ma ovviamente è una paura ormai superata.

Un’elezione inaspettata

La prima domanda rivolta a Jorge Bergoglio è stata se si aspettasse di diventare papa. “Mai!!!”, ha confessato. Neanche dopo essere arrivato all’episcopato? “Dopo essere stato per 15 anni in posti ‘di comando’, sono tornato ad essere confessore, sacerdote… La vita di un religioso, di un gesuita, cambia in base alle necessità”, ha commentato (La Voz del Pueblo, 24 maggio).

“Ero nella lista dei papabili all’altro conclave, ma questa volta, la seconda, no, per motivi di età – 76 anni – e anche perché c’era gente sicuramente più valida… Nessuno mi indicava, nessuno. Dicevano inoltre che ero un kingmaker”, come vengono chiamati quei cardinali che per la loro influenza e autorità hanno più possibilità di altri di pesare sul risultato, “che potevo influire sui cardinali latinoamericani. Sui quotidiani non è uscita neanche una mia foto, nessuno pensava a me. Nelle case di scommesse di Londra ero al numero 46”, ha aggiunto ridendo di gusto. “Neanch’io pensavo a me”.

Anche se nel conclave precedente, quello del 2005, era stato il secondo più votato dopo Joseph Ratzinger?

“Queste sono cose che si dicono”, ha commentato Bergoglio. “La cosa certa è che almeno nell’altra elezione apparivo sui quotidiani, ero tra i papabili. Dentro è chiaro che doveva essere Benedetto e c’è stata quasi l’unanimità per lui, una cosa che ho apprezzato molto. La sua candidatura era chiara, nel secondo conclave non c’era alcun candidato chiaro. Ce n’erano vari possibili, ma nessuno forte. Per questo sono venuto a Roma con il biglietto pronto per tornare a casa sabato sera e poter essere a Buenos Aires la Domenica delle Palme. Ho lasciato anche scritta la mia omelia sulla scrivania. Non ho mai pensato che sarebbe successo”.

Prima dell’elezione definitiva, ha confessato Bergoglio, ha provato “molta pace. Ho pensato: ‘Se Dio lo vuole…’. E sono stato in pace. Mentre si svolgevano gli scrutini, che sono eterni, io recitavo il rosario, tranquillo”.

Il rapporto con la gente

Interpellato sul magnetismo che sembra suscitare nella gente, il papa ha affermato che secondo lui si tratta del fatto che le persone lo capiscono perché fa esempi concreti. Il rapporto con i fedeli, ha aggiunto, lo arricchisce “in senso umano e spirituale. La gente mi fa bene”. “Psicologicamente non posso vivere senza gente, non potrei fare il monaco, per questo sono rimasto a vivere qui” (a Santa Marta). “Mangiare in sala da pranzo, dove ci sono tutti, celebrare la Messa alla quale quattro giorni a settimana assistono persone esterne, delle parrocchie, mi piace molto. Sono diventato sacerdote per stare con la gente. Rendo grazie a Dio di non aver perso questo aspetto”.

Una cosa che rimpiange della sua vita precedente è “la tranquillità di camminare per strada. O di andare in pizzeria a mangiare una buona pizza”. “Quando ero cardinale amavo passeggiare, andare in autobus, in metropolitana. La città mi piace moltissimo, sono cittadino nell’anima”.

“Qui mi ritengono indisciplinato, non seguo molto il protocollo. Il protocollo è molto freddo, anche se ci sono cose ufficiali alle quali mi attengo totalmente”.

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