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Si può ascoltare e utilizzare musica New Age?

© Enya, Nicky Ryan

Monsignor Raúl Berzosa - pubblicato il 22/05/15

3.- Caratteristiche della musica New Age

Il genere musicale New Age non è uniforme. Offre stili diversi per accompagnare la pratica del rilassamento, dello yoga, del massaggio, della meditazione o della lettura. In genere viene associato all'ecologismo e alla spiritualità.

Le armonie di base nella musica New Age sono in genere sotto forma di “canoni ripetitivi”, alternando strumenti e voce umana, recitando, in fondo, una specie di mantra. A volte acquista protagonismo un basso a forma di drone. Le melodie creano una sensazione o atmosfera “ipnotica”; si usano anche suoni reali della natura (vento, acqua, fuoco…). È una musica che può creare “dipendenza”.

La musica New Age, quando è elettronica, si basa su pads di sintetizzatore sostenuti, o di sequenziatore, con prevalenza di flauti, piano, chitarra acustica e altri strumenti non occidentali. Si utilizza l'elemento digitale per creare strumenti di alta qualità. Gi arrangiamenti vocali si ispirano a melodie celtiche, dei nativi americani, del sanscrito orientale o della musica tibetana, e i testi (o “mantra”) si basano su motivi specificatamente religiosi o su mitologie.

Come avviene in altri campi, circa i gradi di appartenenza o identificazione con il New Age, alcuni musicisti abbracciano apertamente le convinzioni New Age, mentre altri non ritengono che la loro musica appartenga a questa forma di sensibilità anche se è stata catalogata come tale dai discografici, dai negozi o dai programmi radiofonici.

4.- Un po' di storia e alcuni autori…

La musica New Age ha iniziato a diventare popolare negli anni Sessanta-Settanta del Novecento nella sottocultura hippie. In seguito è evoluta come strumento o mezzo di rilassamento e unificazione interiore, con un forte approccio mistico. Il suo obiettivo è raggiungere l'espansione della coscienza e l'introspezione interiore profonda.

Un aspetto che caratterizza in modo particolare questo genere è che la maggior parte dei suoi compositori crea le proprie registrazioni utilizzando quello che si chiama “collegamento New Age”, ovvero ogni opera va unita alla successiva e si relaziona con l'insieme dell'opera di un autore o di vari autori.

Dal 1968 al 1973, musicisti tedeschi come Holger Czukay, Popol Vuh e Tangerine Dream hanno diffuso vari lavori con suoni sperimentali e armonie costruite con strumenti acustici, elettrici ed elettronici. La loro musica, definita “cosmica”, può essere considerata musica ambient o musica New Age in base al punto di vista.

In seguito, nel decennio 1970-1980, Brian Eno ha definito lo stile e gli standard della musica ambient o del New Age. Spiccavano allora Robert Fripp, Jon Hassell, Laraaji, Harold Budd, Cluster e Jah Wobble.

In questo tipo di musica si inseriscono anche la world music, la musica celtica o il minimalismo di Terry Riley o Steve Reich. Altri artisti conosciuti sono Tony Conrad, La Monte Young, David Darling e Daniel Kobialka.

Il peso del jazz si fa notare in Keith Jarrett (nel suo disco The Köln Concert), Ralph Towner (in Blue Sun e Solo Concert), Lyle Mays, George Winston, Michael Hedges, Michael Jones, David Lanz e Liz Story. Mescolati con lo smooth jazz, si trovano gli artisti sotto l'insegna “Windham Hill”: Mark Isham, Andy Summers, William Ackerman, Alex de Grassi, Kristian Schultze, Michael Hedges, Mark Nauseef, Glen Vélez, Rob Wasserman o il gruppo Shadowfax.

Tra i più conosciuti e “autentici” ci sono Arcano, Enya, Kitaro, Keikop Matsui, Mike Oldfield, Ocarina, Vangelis e Yuki Kajiura. Un'annotazione complementare e necessaria: definire in modo nitido certi gruppi o album musicali come “musica propriamente del New Age” può risultare controverso sia per i critici musicali che per gli ascoltatori o gli autori stessi.

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Tags:
new age
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