Aleteia

Perché per salvare l’uomo era necessario che Gesù morisse?

© nito / Shutterstock
Condividi
Commenta

Non poteva bastare che Dio si facesse uomo?

Si dice che Gesù ha liberato l'uomo dal peccato e dalla morte: in realtà mi sembra che il peccato e i peccatori siano ancora ben presenti nel mondo, e che la morte, il dolore, la sofferenza non sono scomparsi. In che senso vanno intese quelle parole? Perché era necessario, per il bene dell'uomo, che Gesù sia diventato uomo, sia vissuto e sia morto? E perché era necessaria, per questo, la morte in croce? Non poteva bastare che Dio si facesse uomo?
Maria Giannetti

Risponde padre Athos Turchi, docente di filosofia
La domanda è complessa e potrei dire di non essere un esperto da abbracciarla tutta. Però è provocante, perché tocca alcuni aspetti del messaggio cristiano che veramente a volte sono ostacolo a una fede piena e totale. Gesù fu condannato a morte dai Giudei perché dicendosi Dio ingannava il popolo, dai Romani perché si diceva re e passava per un sobillatore. Ma anche la storia dopo 2000 anni lo condanna, perché aveva promesso vita e salvezza, eliminazione della morte e del male, ma non si vede niente.

Dunque o Gesù è un truffatore e un impostore, o Gesù dice il vero. Supponiamo che dica il vero. Allora è necessario spiegare la liberazione dal peccato, dalla sofferenza e dalla morte in modo diverso da come si pensano e ci appaiono, similmente a quando si guarda il frontale dell'ambulanza con la scritta al contrario: o chi l'ha scritta non sapeva scrivere, oppure va bene in quel modo perché si deve leggere in maniera diversa.

Cominciamo dall'ultima domanda. Se Dio si faceva uomo e basta, senza che nella sua vita umana rivelasse niente, non avrebbe avuto senso. Gesù dice che l'amore più grande è dare la vita per gli amici e nemici (Gv 15,13), e lui era venuto per questo (Gv.3,16). Pensiamoci un attimo: Dio poteva morire per gli altri? No, evidentemente! Per questo si fa uomo, per dimostrare l'amore più grande: Lui il Dio onnipotente, eterno, immortale, facendosi uomo, vuol farci capire che è disposto a morire per ciascuno di noi, non solo per dare l'esempio, ma anche per attuare un piano salvifico. Dunque era necessario che Dio diventasse uomo perché se avesse salvato l'uomo a suon di miracoli, l'uomo senza meriti si ritrovava in paradiso, invece così il paradiso è una conquista personale in risposta all'azione divina, nella linea dell'amore totale fino al sacrificio di se stessi.

A questo punto chiediamoci: perché per salvarci Dio ha scelto di morire in croce invece di andare alle Seychelles a morire d'insolazione? Questo è il punto della prima domanda e quello che ci lascia un po' perplessi. A me pare che si debba interpretare così. La morte, intesa come disgregazione e sbriciolamento dell'essere, è la conseguenza diretta del peccato.

Pagine: 1 2

Condividi
Commenta
Questa storia ha come tag:
gesù cristopassione di cristo
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni