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Un pane buono da oltre 7 secoli

© Public Domain
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La tradizione del "Pane di sant'Antonio" e la devozione popolare per il Santo dal "miracolo facile"

La campagna è stata avviata la prima settimana di maggio e nel giro di pochi giorni sono arrivate oltre 20 mila richieste attraverso i social network – 4 mila like solo il primo giorno sulla pagina ufficiale “Sant’Antonio – I frati della Basilica” -, il sito web e la rivista "Messaggero di sant'Antonio". L’iniziativa dell'Opera Messaggero di sant’Antonio prevede l’invio a casa a quanti ne faranno richiesta del “Pane di sant’Antonio”: pochi giorni prima della festa del santo, il 13 giugno, giungerà la confezione con il pane e la preghiera di benedizione per la famiglia che accompagnerà il pranzo del 13. Anche in epoca social non cessa il vigore di una tradizione maturata attraverso i secoli che simboleggia la riconoscenza verso il Santo prodigo di grazie con una generosità che richiede di essere ridistribuita da quanti le ricevono attraverso la carità ai poveri. Tutto comincia con la promessa di una mamma, come racconta ad Aleteia p. Luciano Bertazzo, direttore Centro studi Antoniani.

Come nasce la tradizione del "Pane di sant'Antonio"?

Bertazzo: Il pane è uno dei simboli che caratterizzano l'identikit iconografico e iconologico di sant'Antonio. Tra i miracoli attribuiti al santo e narrati nel processo della canonizzazione, c'è il racconto di una donna che aveva lasciato incautamente il figlioletto di 20 mesi a giocare in cucina e lo trova annegato in un mastello d'acqua. Disperata, la mamma promette che se il figlio fosse tornato in vita per intercessione di sant'Antonio, avrebbe donato tanta farina per fare il pane per i poveri quanto era il peso del bambino. E così fu. Il racconto del prodigio – narrato in una biografia del Santo, redatta nel 1293 – dà evidenza del "doppio binario" della santità di Antonio che è, da una parte, il santo "del libro" – il santo dei Sermoni, il predicatore, il primo teologo dell'ordine francescano a cui Francesco connette l'impegno di insegnare teologia ai frati – e, dall'altra parte, è il taumaturgo, il santo della confidenza, capace di ascoltare il grido dei poveri e di suscitare la venerazione popolare.

Cosa avvenne in seguito?

Bertazzo: A Padova viene fondata, poco dopo la morte di sant'Antonio, una confraternita incaricata di distribuire il "pane dei poveri". C'è un affresco attribuito a Tiziano nella scuola dell'Arciconfraternita di sant'Antonio nel quale si vede il priore della confraternita che distribuisce il pane attingendo da un paniere. La tradizione, nata quindi in età coeva ad Antonio, è stata rivitalizzata nella seconda metà dell'800 sia in Francia, soprattutto dai frati cappuccini, sia a Padova ad opera di un sacerdote, editore tra l'altro dei Sermoni: don Antonio Locatelli. E' interessante notare che in Francia, l'iniziativa assunse dei connotati antisocialisti e anti-ideologici: S. Antonio è il santo dei poveri e il pane – archetipo antico di condivisione – è dimbolo di questa carità. Fino in età recente le persone bisognose iscritte in particolari registri potevano accedere ad alcuni fornai di Padova ricevendo il pane gratuitamente. In seguito c'è stata una trasformazione per cui vengono distribuiti buoni pasto per le cucine popolari o si accolgono necessità varie, come il pagamento delle bollette. In moltissime parrocchie dedicate a S.Antonio in tutto il mondo è rimasta l’usanza di offrire il pane benedetto durante la Tredicina e il 13 giugno. A Padova questa usanza è portata avanti dall’Arciconfraternita di sant’Antonio di Padova: ogni prima domenica del mese (quest’anno anche domenica 14 giugno) e il 13 giugno dopo la solenne benedizione in Basilica, il pane benedetto viene distribuito nel sagrato come gesto devozionale che rimanda ad una carità ricevuta che va ridonata. Il pane ha un valore simbolico della carità e anche l'elemento primo per poter sfamare. Non per niente per la teologia cristiana l'Eucarestia è il pane consacrato. Le libere offerte permettono di sostenere famiglie e persone in situazione di difficoltà economica.

S. Antonio "gode" la fama di compiere 13 grazie al giorno…

Bertazzo: Antonio è il santo dei miracoli. Rafforzato dalla sequenza della Messa di sant'Antonio – "si quaeris miracula, se cerchi miracoli" rivolgiti a sant'Antonio – che è un pezzo della tradizione popolare divulgato in moltissime lingue. E' un fenomeno molto studiato dal punto di vista della sociologia religiosa e della religiosità popolare: la caratterizzazione di sant'Antonio come un santo dal "miracolo facile" e quindi la fama di compiere 13 grazie al giorno. Si sperimenta nel santuario antoniano di Padova nel gesto del pellegrino che accarezza il marmo verde che copre la tomba di sant'Antonio, un gesto silenzioso che accompagna la preghiera e diventa contatto personale per dire grazie o chiedere una grazia.
 

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