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Cosa si prova morendo, raccontato da un’infermiera

Alba Soler-cc
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Penny Sartori ha trascorso più di vent’anni lavorando in terapia intensiva e ha visto molte cose irrazionali. Ora cerca di trovare loro una spiegazione

Anche l'idea che queste visioni siano indotte dai farmaci non è accettata dalla Sartori, perché “questi provocano ansia, tutto il contrario di ciò che provano i pazienti”.

Nel suo libro, l'autrice sostiene che questo tipo di esperienze, raccolte nel corso di tutta la sua carriera, possono essere fondamentali per dimostrare l'esistenza di una vita dopo la morte, e che devono almeno aprire una nuova via di studio (come alcune che partono dalla fisica quantistica) per gli studi scientifici. Quello di cui dice di essere convinta è che “la morte non è terribile quanto la immaginiamo di solito”.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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