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Pasqualino, il miracolo più bello

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Credere - pubblicato il 16/05/15

I medici avevano detto che Maria Angela non poteva avere figli...

di Agnese Pellegrini 

«Ho detto no alla fecondazione artificiale. E sono rimasta incinta in modo naturale». Pasqualino è il figlio del miracolo. Questo bimbo biondo di 10 anni non sarebbe mai dovuto nascere. Almeno secondo la scienza. La mamma, Maria Angela Di Mauro, è affetta da una disfunzione delle tube che impedisce all’ovulo fecondato di impiantarsi nell’utero: non avrebbe mai potuto portare a termine una gravidanza. «Non posso, in realtà, ancora oggi», precisa la donna, che vive ad Amorosi, in provincia di Benevento. «Per questo è stato riconosciuto il miracolo. Che ho chiesto a Dio, per intercessione di suor Maria Cristina Brando».

E se adesso Pasqualino ride e gioca con i suoi coetanei, il merito è anche di quel «no» detto con convinzione da una donna che scelse di accettare la volontà di Dio: «Fu difficile, per me e mio marito. Ma capimmo che la provetta non poteva essere la soluzione. Che ne sarebbe stato degli embrioni creati e che non sarebbero stati impiantati? Anche loro erano figli: non avremmo potuto eliminarli. Così decisi di affidarmi al Signore e pregai suor Maria Cristina perché intercedesse per me».

La fondatrice delle suore Vittime espiatrici di Gesù Sacramentato l’ha esaudita: per questo, sarà canonizzata il prossimo 17 maggio. Diventerà santa, e Pasqualino sarà in prima fila alla celebrazione in piazza San Pietro. Per chi conosce le sue opere, del resto, suor Maria Cristina dell’Immacolata (il nome scelto da Adelaide Brando, quando entrò in convento) ha da sempre fama di santità: nata a Napoli il 1° maggio 1856 in una famiglia benestante, già nei suoi primi anni di vita manifestò la strada che avrebbe percorso; per motivi di salute, fu costretta però per ben due volte a uscire dal monastero delle Fiorentine, dove si era rivolta, e alla fine fu accolta dalle Adoratrici. Nel 1876 vestì l’abito religioso, ma poco dopo dovette di nuovo allontanarsi per proseguire le cure. Non si discostò, però, dal suo proposito, per il quale fin da piccola aveva lottato. Aveva appena tre anni, quando stupì tutti dicendo: «Voglio diventare santa!». Fu nel 1878 che avvenne la svolta: fondò la Congregazione delle Vittime espiatrici di Gesù Sacramentato a Casoria, in provincia di Napoli, dove ancora oggi si trova la casa madre. Lì, Maria Cristina aveva fatto costruire la sua “grotticella” vicino alla chiesa, per essere sempre accanto al tabernacolo e per tenere “compagnia” in ogni istante a Gesù Eucaristia.

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miracolisanti e beati
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