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Caro Giudice Kennedy: lettera aperta del figlio di un amorevole genitore gay

Philippe-Leroyer-CC
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Per favore, concentratevi su chi manca

Caro Giudice Kennedy,

giugno è vicino, e con esso arriverà la sua decisione sulla questione politica più scottante del nostro tempo: il matrimonio.

Le scrivo perché sono una dei tanti figli di genitori gay che credono che dovremmo difendere il matrimonio. Credo che lei abbia avuto ragione quando, durante le deliberazioni sulla Proposizione 8, ha affermato che “la voce di quei figli [di genitori omosessuali] è importante”. Vorrei spiegare perché penso che ridefinire il matrimonio priverebbe questi bambini dei loro diritti più fondamentali.

È molto difficile parlare della questione, perché amo la mia mamma. Lo fa la maggior parte di noi figli di genitori gay. Amiamo anche i loro partner. Non sente molto parlare di noi perché per quanto riguarda i media è impossibile che noi possiamo sia amare il/i nostro/i genitore/i gay che opporci al matrimonio omosessuale. Molti sono dell'opinione che io non dovrei esistere. Ma esisto, e non sono l'unica.

Questo dibattito in fondo riguarda una cosa.

Riguarda i bambini.

La definizione di matrimonio non dovrebbe avere nulla a che fare con lo sminuire la sofferenza emotiva all'interno della comunità omosessuale. Se la Corte Suprema riuscisse a elaborare leggi per influire sui sentimenti, il razzismo sarebbe finito cinquant'anni fa. Né la questione riguarda principalmente il fioraio, il pasticcere o il fabbricante di candele, anche se l'impatto reale su questi privati cittadini è ben pubblicizzato. La Corte Suprema non ha interesse a coinvolgersi nel romanticismo o nelle relazioni interpersonali. Spero davvero che la sua decisione di giugno sia priva di considerazioni di questo tipo.

Il Governo dovrebbe promuovere il benessere dei bambini

I bambini sono il motivo per il quale il Governo ha un ruolo in questa discussione. Il Congresso è stato chiaro nel 1996 quando ha approvato il Defense of Marriage Act, affermando:

In fondo, la società civile ha un interesse a mantenere e a difendere l'istituzione del matrimonio eterosessuale perché ha un interesse profondo e duraturo a incoraggiare la procreazione responsabile e l'allevamento dei figli. In poche parole, il Governo è interessato al matrimonio perché è interessato ai figli.

Non c'è differenza tra il valore delle persone eterosessuali e quello di quelle omosessuali. Tutti meritiamo la stessa protezione e le stesse opportunità a livello accademico, di alloggio, di impiego e di assistenza medica, perché siamo tutti esseri umani creati a immagine di Dio.

Quando si parla di procreazione e di allevamento di bambini, tuttavia, le coppie omosessuali e quelle di sesso opposto sono del tutto diseguali e dovrebbero essere trattate in modo diverso per il bene dei bambini stessi.

Quando due adulti che non possono procreare vogliono allevare insieme dei bambini, da dove vengono questi piccoli? Ogni bambino è concepito da una madre e da un padre, per i quali quel bambino ha un diritto naturale. Quando un bambino viene posto in una famiglia omosessuale, gli mancherà almeno un rapporto genitoriale fondamentale e un'influenza di due generi decisiva. La natura dell'unione degli adulti garantisce questo fatto. Con l'adozione, il divorzio o la riproduzione mediante terzi, gli adulti in questo panorama soddisfano i desideri del proprio cuore, mentre il bambino si assume il costo più significativo: perde uno o più genitori biologici.

Creare una politica che privi intenzionalmente i bambini dei loro diritti fondamentali è qualcosa che non dovremmo promuovere o incentivare.

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