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Cara prudenza, senza di te sarei perso

Aslak-Raanes-CC
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È la più importante delle virtù cardinali, perché governa le altre

Ho scritto in precedenza dell'importanza di essere un uomo virtuoso, ma è difficile perseguire la virtù se prima non sappiamo cosa sia. Fortunatamente la Madre Chiesa, basandosi sugli antichi pensatori del mondo antico, ha sottolineato esattamente le sette virtù che dovremmo perseguire, e ci ha dato una chiara definizione di ciascuna.
Le prime quattro virtù sono chiamate virtù cardinali perché giocano un ruolo primario nella nostra formazione. Sono la prudenza, la giustizia, la fortezza e la temperanza.

La prima virtù cardinale è la prudenza, che è stata definita “auriga delle virtù” perché aiuta a controllare e a moderare tutte le altre virtù che possediamo. Ecco come la definisce il Catechismo:

“La prudenza è la virtù che dispone la ragione pratica a discernere in ogni circostanza il nostro vero bene e a scegliere i mezzi adeguati per compierlo. L'uomo 'accorto controlla i suoi passi'” (CCC, n. 1806).

Scelte

Lo spirito dell'epoca idolatra la scelta. In drogheria ci sono dieci tipi di formaggio, sul mercato ci sono centinaia di dispositivi elettronici e possiamo scegliere tra almeno venti shampoo diversi.

La cosa più importante a livello morale è che la società ritiene sacra la capacità di scegliere qualsiasi cosa – anche l'attività sessuale disordinata o di uccidere i propri figli mediante l'aborto. La maggior parte degli uomini oggi crede sinceramente di avere il diritto fondamentale di scegliere qualsiasi azione, indipendentemente dalla sua moralità, senza conseguenze.

La capacità di scegliere, però, è una cosa neutrale. È quello che scegliamo che conta, ed è qui che entra in gioco la prudenza. La prudenza ci aiuta ad applicare ciò che sappiamo che è giusto e vero alle situazioni della vita quotidiana e a fare buone scelte come conseguenza. Detto in altri termini, la prudenza ci aiuta ad essere “quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori”, come dice San Giacomo.

Acquisire la prudenza

Visto che la prudenza non è una scelta, quanto qualcosa che governa le nostre scelte, è una virtù più difficile da acquisire. Non è tuttavia impossibile farlo, ed ecco almeno tre modi per diventare una persona più prudente.

1. Imparare dai propri errori: molte volte nella vita compiamo scelte dolorose o umilianti. Quando accade questo, possiamo dispiacerci per noi stessi o possiamo imparare dai nostri errori e guadagnare saggezza. Se scegliamo di imparare dai nostri errori, il nostro deposito di conoscenza si costruisce con il tempo, donandoci una riserva di esperienza che possiamo usare per compiere scelte prudenti.

2. Imparare dagli altri: se c'è una lezione che i libri della Scrittura sulla saggezza cercano di offrire (Sapienza, Siracide, Proverbi…) è l'importanza di imparare da chi è più anziano di noi. Richiede umiltà, ma se riusciamo ad avvalerci dell'esperienza altrui per riempire la nostra riserva di prudenza ci salveremo da molte lezioni dolorose.

3. Considerare con attenzione: gli uomini tendono ad essere avventati e sconsiderati nel giudizio, mentre le donne tendono ad essere più attente e caute. A volte la nostra impulsività può essere una cosa positiva, ma nella maggior parte dei casi non lo è. Quando ci troviamo di fronte a una scelta, dobbiamo controllare il nostro desiderio di buttarci nell'azione, considerando invece con attenzione le varie conseguenze delle nostre scelte. Come diceva Sant'Agostino, “la pazienza è la compagna della saggezza”.

Conclusione

La prudenza è una virtù da acquisire con il tempo, ma visto che governa le altre virtù è una delle più importanti che possediamo. Scegliete di imparare dai vostri errori, imparate dagli altri e considerate pazientemente le vostre scelte, e prima di accorgervene sarete sulla via di un'umanità saggia e prudente.

Sam Guzman è fondatore ed editore del Catholic Gentleman, su cui è apparso originariamente questo articolo.

[Traduzione dall'inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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