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Catastrofi naturali: Dio punisce gli uomini per i peccati commessi?

© Zoriah
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Dio abbandona chi commette il male, ma non lo castiga volontariamente

NESSUN FONDAMENTO NELLA FEDE
Dal punto di vista della fede, continua Sabetta, «rimane il dato della bontà della creazione di Dio come pure la certezza della sua giustizia che nel riconoscimento di un ordine morale del mondo non può lasciare impunito il male che gli uomini compiono secondo la misura che Dio conosce». Vedere nelle catastrofi un segno della punizione divina «non ha fondamento nella fede, piuttosto ricaccia Dio nell’arbitrio più assoluto, spesso associato all’idea dell’impenetrabilità delle sue decisioni. Il male cosiddetto naturale – senza dimenticare le responsabilità dell’uomo nella devastazione della natura e nel provocare certe reazioni (penso all’intensificarsi di fenomeni dovuti all’inquinamento selvaggio e indiscriminato) – resta connesso alla finitezza della realtà che in quanto tale obbedisce a regole e leggi che Dio non intende modificare con puntuali interventi».

BILANCIARE DUE "POSIZIONI"
Quindi da un lato bisogna riconoscere la «radicalità» della prova a cui è messa la fede in un Dio creatore e provvidente dall’esperienza del male e dalle proporzioni delle sue dimensioni (cf Catechismo della Chiesa Cattolica 272 e 385), dall’altro «evitare di trovare a tutti i costi una spiegazione in Dio a ciò che accade nel mondo, giungendo fino a vedere nelle tragedie della storia la giusta punizione di Dio per i misfatti degli uomini».

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