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Cosa pensa la Chiesa delle fonti rinnovabili?

Chiesa e fonti rinovabili

© Flickr/Alex Abian/Creative Commons

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 29/04/15

Il Pontificio Consiglio Giustizia e Pace fissa dei paletti e mette in guardia contro i cliché culturali

La Chiesa Cattolica sposa sempre la politica del "verde" e delle energie rinnovabili? Come è noto Papa Francesco si approssima a pubblicare un’enciclica che avrà l’ambiente e la salvaguardia come temi centrali.  La Santa Sede però già in "Energia, giustizia e pace" (Libreria Editrice Vaticana), volume a cura del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, puntualizza che la tutela del "verde" va ponderata e non sostenuta tout court. Anzi, è soprattutto sul fronte delle energie "verdi", le fonti rinnovabili, che la Chiesa pone dei paletti. 

LA TENDENZA DEL "VERDE A PRESCINDERE"
«Essere o almeno apparire "verdi" è una tendenza sorretta da più motivazioni, che – fa notare il Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace – richiedono un serio discernimento». Vi sono, prima di tutto, le motivazioni di coloro che si preoccupano per la sostenibilità dell’ambiente e delle sue risorse naturali o per il clima. Altre sono invece di natura geopolitica, quali: ridurre la dipendenza da costose energie fossili; affrancarsi da fornitori di energia ritenuti inaffidabili; limitare l’accumulo di ingenti ricchezze nelle mani di determinati esportatori di risorse fossili, appartenenti ad organizzazioni di cui è difficile verificare la trasparenza, che potrebbero anche rivelare dei legami con il mondo della criminalità o con il terrorismo. Inoltre, è frequente il tentativo di dare di se stessi un’immagine accattivante in contesti pubblicitari, commerciali o elettorali. 

ATTENZIONE AI CLICHE’ CULTURALI
Alcune di queste motivazioni sono senza dubbio buone e valide, altre sembrano mancare di solidità e di lungimiranza, «perché spesso paiono obbedire a cliché culturali di circostanza o di opportunità o ancora essere sostenute cinicamente da soggetti che non si preoccupano realmente per l’ambiente, né per lo sviluppo umano ma soltanto di raggiungere determinati scopi personali». 

I LIMITI DELLE ENERGIE "VERDI"
Per tutto questo, i programmi, progetti o slogan che ostentano evoluzioni "verdi", vanno considerati con «precauzione». Lo sviluppo delle energie rinnovabili è importante e va sostenuto, ma si deve riconoscere che non sempre viene adeguatamente valutata la compatibilità degli impianti con il contesto per cui sono progettati. E cioè: «pertinenza delle tecnologie scelte, consumo di spazio, impatto delle intermittenze nella fornitura di energia quando non sono in grado di funzionare, ad esempio nelle ore in cui non splende il sole per l’energia fotovoltaica o manca il vento per quella eolica». 

IMPIANTI FUORI USO E ABBANDONATI
Anche per questi motivi, nel caso di investimenti promossi come particolarmente "verdi", si sono verificate occasioni, specialmente ma non solo in zone in via di sviluppo, di impianti energetici costruiti senza che esistessero le pre condizioni per un loro sfruttamento economicamente sostenibile e duraturo. Per cui sono stati successivamente abbandonati. 

SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE E CONVIVENZA CIVILE
Infine, sottolinea il Pontificio Consiglio, è importante che il miglioramento del livello di vita della propria città e del proprio Paese non sia realizzato a scapito di altre città o altri Paesi. Non si può rivendicare il merito di contribuire alla sostenibilità ambientale o di agire positivamente sul cambiamento climatico, quando l’applicazione di misure "verdi" deteriora l’ambiente di altre persone o compromette il loro accesso al cibo e ad altre risorse. 

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