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Turchia: la basilica di Santa Sofia tornerà ad essere una moschea?

© DR
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La dichiarazione del papa sul genocidio armeno potrebbe influire sulla decisione del Governo turco di trasformarla di nuovo in luogo di culto musulmano

Originariamente basilica cristiana, Santa Sofia è stata trasformata in una moschea per più di quattro secoli sotto l’Impero Ottomano. Nel 1934 il padre della Repubblica turca, Mustafa Kemal Atatürk, smantellò il luogo di culto musulmano “per offrirlo all’umanità”.

Vennero allora tolti i grandi segni circolari con il nome di Allah, del profeta e dei califfi, e l’edificio fu trasformato in un museo.

Di recente, però, dopo le parole di papa Francesco che definivano il massacro degli armeni del 1915 un genocidio, il muftì di Ankara, Fail Hizli, ha suggerito che il monumento venga riassegnato al culto musulmano.

In un comunicato pubblicato il 15 aprile, Hizli, uno dei più alti responsabili musulmani, ha dichiarato: “Francamente, credo che le parole del papa non faranno altro che accelerare un po’ il processo per fare di Santa Sofia un luogo di culto [musulmano]”.

Secondo Fail Hizli, le parole del pontefice “riflettono un colore moderno delle guerre delle crociate lanciate contro queste terre per secoli”.

“Moschea Ayasofya”

Non è la prima dichiarazione di questo tipo. Da alcuni anni, nella società civile si dibatte sullo statuto di Santa Sofia.

Sono state lanciate campagne per permettervi le preghiere musulmane malgrado le proteste che denunciano l’offesa che rappresenta per i cristiani, e nel novembre 2013 il vice Primo Ministro Bülent Arinç ha espresso la propria speranza di veder tornare al culto musulmano il monumento, definito allora davanti ai giornalisti “moschea Ayasofya” (Santa Sofía in arabo).

“In questo momento siamo vicini alla moschea di Santa Sofia… sembra triste, ma spero che torneremo a vederla sorridere presto”, ha dichiarato allora Arinç in un discorso alla cerimonia di apertura di un nuovo museo del tappeto, situato accanto all’antico complesso di Santa Sofia.

Recitarvi il Corano dopo 83 anni

Il 10 aprile scorso si è arrivati a recitare un passo del Corano durante una cerimonia nella basilica di Santa Sofia.

Il passo è stato scelto da Ali Tel, imam della moschea Ahmet Hamdi Akseki di Ankara, durante l’apertura di una nuova esposizione, “L’amore del profeta Maometto”, in occasione della settimana santa 2015 dedicata alla nascita del profeta dell’islam.

La cerimonia è stata seguita dai più alti responsabili turchi, tra i quali Mehmet Görmez, presidente della Direzione Generale per le Questioni Religiose (Diyanet).

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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