Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
domenica 20 Giugno |
Beata Vergine Maria Consolatrice
home iconApprofondimenti
line break icon

Il Vaticano: per fermare l’aggressione dell’Isis, ok anche all’uso delle armi

© MASSIMILIANO MIGLIORATO/CPP

<span style="font-family:'Avenir Next', Helvetica, Arial, sans-serif;font-size:14.001000404358px;line-height:normal;">January 31, 2015: Msgr. Paul Richard Gallagher, Vatican Secretary for Relations with States, during the inauguration of the 86.mo judicial year Court of the State of Vatican City.</span>

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 21/04/15

Monsignor Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati: azione multilaterale nel rispetto del diritto internazionale

«E' lecito arrestare l’aggressione attraverso l’azione multilaterale e con l’uso proporzionato della forza». Il Vaticano dà il via libera ad un intervento militare incisivo nei confronti dell'Isis, sempre legato al placet della Comunità Internazionale. 
Lo spiega in un'intervista ad Avvenire (21 aprile) l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati.

PRIMO PASSO E' DEPORRE ARMI
«Prima di tutto vorrei sottolineare che non si può affidare la risoluzione di un conflitto, di qualunque tipo sia, alla sola risposta militare», ha premesso Gallagher. La via della violenza porta solo alla «distruzione». Dunque «il primo passo urgente per il bene della popolazione della Siria, dell’Iraq, e di tutto il Medio Oriente è quello di deporre le armi e di dialogare e approfondire le cause che sono all’origine dei conflitti e che vengono poi sfruttate dall’ideologia fondamentalista». 

FERMARE L'AGGRESSORE NEL RISPETTO DELLE REGOLE 
Il "ministro degli esteri" vaticano ha ricordato le parole del Santo Padre, quando ha affermato che è lecito fermare l’aggressore ingiusto, sempre però nel rispetto del diritto internazionale. «Al riguardo, l’intervento del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, all’Assemblea Generale dell’Onu, il 29 settembre 2014 – ha aggiunto Gallagher – è stato molto chiaro e preciso. In questo momento non possiamo parlare dell’azione militare di uno Stato in risposta a quella di un altro, perché le nuove forme di terrorismo sono “transnazionali”, cioè riguardano i territori di diversi Stati». 

"MEZZI" PER EVITARE NUOVE INGIUSTIZIE
Dunque «è lecito arrestare l’aggressione attraverso l’azione multilaterale e con l’uso proporzionato della forza. Sarà responsabilità della Comunità internazionale riflettere sui mezzi migliori per fermare ogni aggressione ed evitare il perpetrarsi di ingiustizie nuove e ancor più gravi». 

VIOLATI SISTEMATICAMENTE I DIRITTI UMANI
Nel caso specifico delle violazioni e degli abusi commessi dallo “Stato islamico” «sembra opportuno che gli Stati della regione siano direttamente coinvolti, assieme al resto della Comunità internazionale, nelle azioni da intraprendere con la consapevolezza che non si tratta di proteggere l’una o l’altra comunità religiosa o l’uno o l’altro gruppo etnico, ma delle persone che sono parte dell’unica famiglia umana e i cui diritti fondamentali sono sistematicamente violati».

APPELLO AI LEADER MUSULMANI 
Secondo Gallagher, rivolgendo lo sguardo all'aspetto religioso, «tutti i leader religiosi, non soltanto i musulmani sono coinvolti in questa drammatica situazione e sono chiamati a svolgere un ruolo di vitale importanza per lottare contro il fondamentalismo, favorire il dialogo interreligioso e interculturale e l’educazione alla reciproca comprensione. La religione non si può strumentalizzare per giustificare la violenza».

CONDANNA UNANIME CONTRO LE STRAGI
Resta il problema di fondo che alcuni di questi gruppi terroristici «si appellano all’Islam per giustificare il loro operato». Allora, conclude il segretario vaticano segretario per i rapporti con gli Stati, «è chiaro che i leader musulmani hanno una importante responsabilità nello sconfessare e nel condannare senza alcuna ambiguità le pretese del cosiddetto “Stato islamico” e le atrocità commesse alle persone per il solo motivo della loro appartenenza religiosa».

Tags:
isis
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
2
conduttore rai 1 diventa prete
Gelsomino Del Guercio
Addio al giornalismo: Fabrizio Gatta, il volto noto di Rai1, dive...
3
MAN HOSPITALIZED,
Silvia Lucchetti
Colpito da ictus: la Madonna di Loreto mi ha salvato ed è venuta ...
4
nun
Larry Peterson
Gesù ha donato a questa suora una preghiera di 8 parole per esser...
5
MATKA TERESA Z KALKUTY
Cerith Gardiner
In caso di necessità, l’efficacissima preghiera da 5 secondi di m...
6
Gelsomino Del Guercio
San Giuseppe sparisce dai Vangeli. Don Fabio Rosini ci svela il &...
7
Lucía Chamat
La curiosa fotografia di “Gesù” che sta commuovendo la Colombia
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni