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Per alcuni è santo il sacerdote del Titanic che sacrificò la propria vita

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Zoe Romanowsky - Aleteia - pubblicato il 15/04/15

Padre Thomas Byles rimase sulla nave a pregare con gli altri passeggeri

Nell'aprile 1912, padre Thomas Byles, dell'Essex (Inghilterra), si imbarcò sul Titanic per andare assistere al matrimonio del fratello minore William. La fatidica mattina del 14 aprile, padre Byles pronunciò un'omelia sul fatto di “usare la preghiera come giubbotto di salvataggio e i sacramenti per salvare l'anima in un naufragio spirituale”.

Quella sera, mentre padre Byles stava camminando sul ponte superiore avvolto nel suo soprabito, pregando con il breviario, il Titanic urtò l'iceberg.

Come riporta The Deacon’s Bench, “gli venne offerto per due volte di scendere su una scialuppa di salvataggio ma rifiutò. Le persone si radunarono intorno a lui e lui le benedisse e diede loro l'assoluzione generale. Andò in terza classe, dove si trovavano i servi e gli operai. Molti erano cattolici. Ascoltò le confessioni e offrì benedizioni. Guidò quanti si trovavano a bordo nella recita del rosario. In seguito la gente sulle scialuppe disse che poteva sentire la sua voce recitare le preghiere e gente di ogni lingua rispondergli. Al di sopra di tutto, si potevano sentire le suppliche disperate: 'Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen'”.

Secondo la BBC, è in atto un movimento per far sì che padre Byles venga dichiarato santo.

Padre Graham Smith, parroco della chiesa di Sant'Elena nell'Essex, della quale padre Byles è stato parroco cent'anni fa, ha affermato che “si tratta di un uomo straordinario che ha dato la propria vita per gli altri. Dobbiamo elevarlo agli altari, il che significa che il Vaticano lo riconoscerà come martire della Chiesa”.

Padre Smith sta incoraggiando le persone di tutto il mondo a chiedere l'intercessione di padre Byles se si trovano in situazione di necessità e a riferire alle autorità ecclesiali qualsiasi miracolo ottenuto.

[Traduzione dall'inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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testimonianze di vita e di fede
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