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Il pensiero di papa Francesco sul matrimonio omosessuale in 6 punti

© Chris Howey/SHUTTERSTOCK

Catholic Link - pubblicato il 13/04/15

Facciamo un po' di chiarezza...

Siamo stati in qualche modo colti alla sprovvista da alcune delle risposte negative raccolte dal nostro post recente sulle questioni relative all'omosessualità. In particolare, molti dei nostri lettori non riuscivano a comprendere come papa Francesco potesse essere contro il cosiddetto matrimonio omosessuale o contro l'adozione da parte di coppie dello stesso sesso, e questo ci ha colti di sorpresa.

Per questo volevamo approfondire la questione, piuttosto che accontentarci di un malinteso o decidere che le due parti in disaccordo sono incapaci di ascoltarsi a vicenda. Il nostro scopo non è mai quello di inimicarci, ma, come per tutti i nostri contenuti, e come Cristo stesso ci insegna, l'obiettivo è sempre invitare, proporre un modo diverso di vedere le cose.

Bisogna ammettere che la nostra prospettiva è limitata e che non possiamo accedere a ciò che custodiscono la mente e il cuore di coloro che sono in disaccordo, ma sembra che per molti l'immagine del nostro Santo Padre misericordioso e che accetta e accoglie tutti non possa essere assolutamente conciliata con quei punti di vista “conservatori”, “di destra” e/o “intolleranti” che non concordano con il matrimonio e l'adozione omosessuali. Forse con il tempo qualcuno arriverà a scoprire che il punto di vista del Santo Padre sull'essenza unica e immutabile del matrimonio e della famiglia è realmente ispirato dalla stessa fonte di Verità e Amore che nutre le altre qualità del pontefice, come la sua misericordia, la sua apertura e la sua carità (quei tratti della personalità che hanno fatto affezionare le masse a Sua Santità). Forse un giorno qualcuno scoprirà che quanti professano la “definizione tradizionale” di matrimonio sono le stesse persone che possono dire sinceramente “Chi sono io per giudicare?

Per gettare un po' di luce sui punti di vista del Santo Padre, volevamo rimandarvi alla fonte. Quanto segue sono estratti (i titoli sono miei, il resto sono citazioni dirette) da On Heaven and Earth: Pope Francis on Faith, Family, and the Church in the Twenty-First Century. Pubblicato originariamente in Argentina nel 2010, il testo riunisce una serie di conversazioni tra l'allora cardinale Jorge Mario Bergoglio e il rabbino Abraham Skorka, che affrontano varie questioni teologiche e mondane (inclusi Dio, il fondamentalismo, l'ateismo, l'aborto, l'omosessualità, l'eutanasia, il matrimonio omosessuale e la globalizzazione). Da queste conversazioni personali e accessibili si può dedurre qualcosa sulla mente e sul cuore di colui che oggi è il nostro Santo Padre, papa Francesco.

1. La religione nello spazio pubblico
“La religione ha il diritto di dare un'opinione nella misura in cui ci si riferisce al servizio al popolo. Se qualcuno chiede il mio parere, ho il diritto di fornirlo. Il ministro religioso, a volte, attira l'attenzione su certi aspetti della vita privata o pubblica perché è la guida dei parrocchiani. Non ha ad ogni modo il diritto di forzare niente riguardo alla vita privata di qualcuno. (…) Condanniamo le vessazioni spirituali che si verificano quando un ministro impone delle direttive, una condotta, ed esige al punto da privare gli altri della libertà. Dio ha lasciato la libertà di peccare nelle nostre mani. Bisogna parlare molto chiaramente dei valori, dei limiti, dei comandamenti, ma le vessazioni pastorali e spirituali non sono ammesse”.

2. Regressione antropologica: convivenza
“La regressione antropologica, un indebolimento dell'istituzione che ha migliaia di anni e che è stata forgiata in base alla natura e all'antropologia. Cinquant'anni fa il concubinaggio, o la convivenza, non era socialmente diffuso come oggi. Era perfino un termine chiaramente offensivo. In seguito, tutto è cambiato. Oggi vivere insieme prima di sposarsi, anche se non è giusto da un punto di vista religioso, non ha la stessa connotazione negativa nella società che aveva cinquant'anni fa. È un fatto sociologico che la convivenza non ha sicuramente la pienezza o la grandezza del matrimonio, che ha migliaia di anni di valore che merita di essere difeso. È a causa di questo che mettiamo in guardia contro la sua possibile svalutazione, e prima di modificare la legge bisogna riflettere molto su tutto ciò che metterà in gioco”.

3. Regressione antropologica: matrimonio omosessuale
“Per noi, ciò che ha appena sottolineato è importante, la base della legge naturale che appare nella Bibbia che parla dell'unione tra un uomo e una donna. Gli omosessuali sono sempre esistiti. L'isola di Lesbo era nota perché vi vivevano donne omosessuali, ma non è mai accaduto a livello storico che si cercasse di dare loro lo stesso status del matrimonio. Gli omosessuali erano tollerati o no, ammirati o no, ma non sono mai stati messi sullo stesso livello. Sappiamo che in momenti di cambiamento memorabile il fenomeno omosessuale è aumentato, ma in quest'epoca è la prima volta che è sorto il problema legale di assimilare il rapporto omosessuale al matrimonio, e lo ritengo un antivalore e una regressione antropologica. Dico questo perché trascende il fatto religioso, è antropologico. Se c'è un'unione di natura privata, non si coinvolge né una terza parte né la società. Ora, se a quell'unione viene riconosciuto lo status di matrimonio e agli omosessuali vengono concessi diritti di adozione, potrebbero esserci dei bambini coinvolti. Ogni persona ha bisogno di un padre maschio e di una madre femmina che possano aiutarla a modellare la propria identità”.

4. Non religione, antropologia. Insisto sul fatto che la nostra opinione sul matrimonio tra due persone dello stesso sesso si basa non sulla religione, ma sull'antropologia.
“Quando il governatore della città di Buenos Aires, Mauricio Macri, non ha presentato ricorso contro la sentenza che autorizzava un matrimonio [omosessuale], ho sentito che dovevo dire qualcosa, per informare; mi sono visto in dovere di dichiarare la mia opinione. È stata la prima volta in 18 anni da vescovo che ho criticato un funzionario governativo. Se analizzate le due dichiarazioni che ho formulato, non ho mai parlato degli omosessuali né ho fatto alcun riferimento dispregiativo nei loro confronti. Nella prima dichiarazione ho affermato che l'opinione del giudice era preoccupante perché indicava una certa indifferenza nei confronti della legge, visto che un giudice non può alterare il Codice Civile, e lei invece lo ha fatto. Allo stesso tempo, ho messo in guardia le persone sul fatto che il governatore, responsabile della difesa della legge, stava proibendo l'appello contro questa decisione. Macri mi ha detto che queste erano le sue convinzioni; l'ho rispettato per questo, ma il governatore non deve trasferire le proprie convinzioni personali nella legge. Non ho mai parlato con mancanza di rispetto nei confronti degli omosessuali, ma sono intervenuto e ho sottolineato una questione legale”.

5. Una coppia omosessuale è meglio di un orfanotrofio o di un istituto?
“Si dice spesso che un bambino sarebbe accudito meglio da una coppia omosessuale piuttosto che in un orfanotrofio o in un istituto. Queste due situazioni non sono ottimali. Il problema è che lo Stato non fa ciò che dovrebbe fare. Guardate il caso dei bambini che si trovano in certi istituti, in cui l'ultima cosa che si verifica è il recupero. Ci devono essere ONG, chiese o altri tipi di organizzazioni che possano prendersi cura di loro. Si dovrebbe rendere più efficiente la procedura di adozione, che è infinita, di modo che questi bambini possano avere una famiglia. Un fallimento dello Stato non giustifica un altro fallimento dello Stato. Bisogna affrontare la questione sottostante. Più che una legge sul matrimonio di modo che le persone omosessuali possano adottare, dobbiamo migliorare le leggi sull'adozione, che sono troppo burocratiche e nella loro attuale implementazione incoraggiano la corruzione”.

6. Scoprire l'“altro” è una grande sfida
“Parte della grande avventura, come avete detto, è decifrarci a vicenda. Un sacerdote ha detto che Dio ci ha fatti uomini e donne di modo che ci amassimo l'un l'altro e fossimo necessari l'uno all'altro. Predicando sul matrimonio, in genere dico che lo sposo deve rendere la sposa più donna e alla sposa che deve rendere lo sposo più uomo”.

[Traduzione dall'inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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