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11 consigli per ritrovare la pace spirituale dopo aver peccato

© Federico Coppola / CC
https://www.flickr.com/photos/silentman-it/2839586898
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Per evitare quegli stati d’animo che non hanno niente a che vedere con il Dio misericordioso

8 DOPO LA CONFESSIONE, NON CONTINUARE A CHIEDERTI SE DIO TI HA PERDONATO

Questo significa volerci preoccupare invano e perdere tempo, e in questo processo ci sono orgoglio e illusione diabolica, che attraverso queste inquietudini dell’anima cercano di danneggiarvi e di tormentarvi. Abbandonatevi quindi alla sua misericordia divina e continuate le vostre pratiche con la stessa tranquillità di chi non ha commesso alcun peccato. Anche se avete offeso Dio varie volte in una sola giornata, non perdete mai la fiducia in Lui.

9 UN’ANIMA IN PACE COOPERA MEGLIO CON L’AUSILIO DI DIO

Non riusciremo a liberarci dal peccato con le nostre forze. Riuscirà a farlo solo la grazia di Dio. Anziché ribellarci contro noi stessi, sarà più efficace che ci troviamo in pace per lasciar agire Dio.

10 GLI UMILI NON SI STUPISCONO DEI LORO PECCATI

“In questo ancora si ingannano molti, i quali attribuiscono a virtù la pusillanimità e l’inquietudine che seguono dopo il peccato, perché sono accompagnate da qualche dispiacere: ma essi non sanno che nascono da occulta superbia e presunzione fondate sulla confidenza in se stessi e nelle proprie forze nelle quali, perché si stimavano qualche cosa, avevano eccessivamente confidato. Costoro, scorgendo dalla prova della caduta di sbagliare, si turbano e si meravigliano come di cosa strana e diventano pusillanimi, vedendo caduto per terra quel sostegno in cui vanamente avevano riposto la loro confidenza. Questo non accade all’umile, il quale, confidando nel suo solo Dio e in niente presumendo di sé, quando incorre in qualsiasi colpa, pur sentendone dolore, non se ne inquieta o se ne meraviglia: egli sa che tutto ciò gli avviene per sua miseria e propria debolezza da lui molto ben conosciute con lume di verità” (Lorenzo Scupoli, Il Combattimento Spirituale, capp. 4 e 5).

11 IL COLORE DEL VERO PENTIMENTO

Dobbiamo saper distinguere il pentimento autentico, il vero desiderio di correggerci – che è sempre tranquillo, pacifico e fiducioso – dal falso pentimento, dai suoi rimorsi che ci turbano, ci scoraggiano e ci paralizzano. Non tutti i rimproveri che provengono dalla nostra coscienza sono ispirati dallo Spirito Santo! Alcuni vengono dal nostro orgoglio o dal demonio, e dobbiamo imparare a discernerli. E la pace è un criterio essenziale nel discernimento dello spirito. I sentimenti ispirati dallo Spirito di Dio possono essere potenti e profondi, ma non per questo meno pacifici.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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