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11 consigli per ritrovare la pace spirituale dopo aver peccato

© Federico Coppola / CC
https://www.flickr.com/photos/silentman-it/2839586898
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Per evitare quegli stati d'animo che non hanno niente a che vedere con il Dio misericordioso

di Luisa Restrepo

Qualche giorno fa ho terminato la lettura del libro “La pace del cuore” di Jacques Philippe. È un libro spirituale molto breve, scritto con un linguaggio semplice e pieno zeppo di insegnamenti molto edificanti sull’importanza di coltivare la pace spirituale nella vita cristiana. Il testo ripercorre tutte quelle azioni e situazioni, proprie o altrui, che ci fanno perdere la pace interiore; ad esempio, quando perdiamo la pace perché non accettiamo il nostro passato, perché non ci piace come siamo o come sono gli altri, eccetera. Offre anche riflessioni e consigli pratici per mantenere quella pace in ciascuna delle situazioni trattate.

Tra questi consigli, mi sono sembrati particolarmente utili quelli che affrontano il problema della perdita della pace spirituale a partire dai nostri peccati. A chi non è accaduto? Quando pecchiamo ci sentiamo in colpa per le nostre azioni, e questa è una cosa molto sana; non è tuttavia raro che questo senso di colpa degeneri e ci porti a sperimentare rimorsi e angosce che hanno poco o niente a che vedere con il Dio misericordioso nel quale crediamo. Per questo, vorrei ripercorrere con voi 11 dei consigli che offre il libro per affrontare come Dio comanda i nostri peccati.

Tutti i testi sotto le immagini sono brevi estratti dell’opera.

Non dimenticate di lasciare un commento se questo materiale ti è sembrato di qualche utilità oppure no.

1 I NOSTRI PECCATI SONO UN BRUTTO PRETESTO PER ALLONTANARCI DA CRISTO

Dove troveremo la cura alle nostre mancanze se non accanto a Gesù? I nostri peccati sono un brutto pretesto per allontanarci da Lui, perché quanto più siamo peccatori, più abbiamo bisogno di avvicinarci a colui che ci dice “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati… Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori” (Mt 9, 12-13).

2 AL SIGNORE PIACE CHI CERCA LA PACE INTERIORE E RIFIUTA L’ANGOSCIA

Cos’è più gradito a Dio, quando dopo una caduta ci scoraggiamo e ci tormentiamo o quando reagiamo dicendo: “Signore, ti chiedo perdono, ho peccato un’altra volta, guarda cosa sono capace di fare da solo! Ma mi abbandono con fiducia alla tua misericordia e al tuo perdono e ti rendo grazie per non avermi permesso di peccare in modo ancor più grave. Mi abbandono a te con fiducia perché so che un giorno mi guarirai. Nel frattempo, ti chiedo che l’esperienza della mia miseria mi renda più umile, più dolce con gli altri, più consapevole del fatto che da solo non posso nulla, ma che devo aspettare tutto solo dal tuo amore e dalla tua misericordia”?

3 SE MI LASCIO TOCCARE DALL’AMORE DI DIO, LE MIE MANCANZE POSSONO DIVENTARE UNA FONTE DI MISERICORDIA PER GLI ALTRI

Le nostre mancanze possono trasformarsi in una sorgente di tenerezza e misericordia nei confronti del prossimo. Io che cado così facilmente posso permettermi di giudicare mio fratello? Come non essere misericordioso con lui come il Signore lo è stato con me?

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