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Con papa Francesco mia madre ha smesso di odiare il cattolicesimo

AP Photo/Gregorio Borgia
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La storia di una donna malata terminale che si è riavvicinata alla chiesa

Mia madre è cresciuta in una famiglia numerosa e dalle profonde radici cattoliche, che ha vissuto vicende molto spiacevoli. Nella mente di mia madre, e – cosa più importante – nel suo cuore, sembrava che la Chiesa, la religione, Dio, tutto non fosse stato lì per proteggere lei e i suoi fratelli. Tutto quel cattolicesimo sembrava a mia madre legato e perfino responsabile del male avvenuto.

Mia madre mi ha insegnato a ridicolizzare e a deridere la religione, soprattutto il cristianesimo, e più specificatamente il cattolicesimo, in modo molto particolare il papa. Il cuore di mia madre si è spezzato quando a 30 anni, contro ogni probabilità e contrariamente a tutto ciò che lei o io ci saremmo aspettati, sono diventato cattolico.

Ora, per la prima volta nei 22 anni dalla mia conversione, prova dei sentimenti nuovi. Mi manda sms raccontandomi le ultime notizie su papa Francesco. Anche se la salute non glielo permetterà, di recente mi ha confessato che vorrebbe venire a Philadelphia con me a settembre per vedere il papa in occasione dell'Incontro Mondiale delle Famiglie.

Per la prima volta, mia madre vede un grande amore per i poveri, una cosa che ho imparato da lei, come aspetto centrale della mia fede cattolica. Il mio cattolicesimo ha un senso per lei come mai prima d'ora.

Mia madre capisce che papa Francesco non ha cambiato alcun insegnamento della Chiesa, ma fa una grande differenza per lei quando qualcuno che dice che dovremmo concentrarci sui poveri sostiene questo fatto girando su una Ford Focus; quando qualcuno che sostiene gli insegnamenti tradizionali sul matrimonio li integra dicendo “Chi sono io per giudicare?”; quando qualcuno crede in modo così chiaro, palpabile e ovvio che il Vangelo sia una buona novella di grande gioia per tutti i popoli.

Il mio background include non solo l'anticattolicesimo, ma anche povertà, tossicodipendenza e assenza di un tetto, seguiti da molte migliaia di incontri dei 12 Passi, dalla conversione e da una grande lotta per vivere con fede la mia conversione. Sono alcune delle ragioni per le quali sono sempre attirato da coloro che non sentono di appartenere alla Chiesa, ma a volte ho pensato che la mia preoccupazione e la mia concentrazione su coloro che si trovano al di fuori delle mura della Chiesa siano una cosa strana ed estranea ai miei confratelli cattolici. Papa Francesco sta cambiando questo fatto. Intorno a me, i cattolici si emozionano all'idea che la nostra fede possa diventare più rilevante per più persone in più luoghi e più modi rispetto a quello che hanno sempre sperato. È una cosa bellissima.

Mia madre è malata terminale. Attualmente, lei ed io stiamo percorrendo insieme l'ultima parte del suo viaggio qui sulla terra. Mentre procediamo, avvicinandoci l'uno all'altro, mia madre si sente sempre più a suo agio con il cattolicesimo che è al centro del mio essere e quindi al centro del mio amore per lei.

Mia madre ama ancora i vecchi inni che venivano suonati spesso nella casa in cui è cresciuta. Di recente mi ha detto che anche se in questo momento non è pronta per loro, vuole sentirli suonare nella stanza in cui si troverà quando la fine si starà avvicinando. Non voglio perdere la mia mamma, ma voglio ascoltare quegli inni con lei. E sono grato a papa Francesco perché sta aiutando a rendere possibile tutto questo.

——–
Dave Sloan guida una missione in vista della visita papale a Philadelphia per l'Incontro Mondiale delle Famiglie in programma a settembre nella città statunitense. Per informazioni, www.francisinphilly.net o davesloan@mail.com. Questo articolo è stato pubblicato in origine sul The Georgia Bulletin.

[Traduzione dall'inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]
 

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