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‘Spuzzare’ e ‘Messicanizzane’. Gli ultimi bergoglismi che fanno discutere

© Filippo MONTEFORTE

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 01/04/15

Il linguaggio di Bergoglio è intriso ormai quotidianamente di nuovi termini ricavati dal lunfardo e ideati da lui stesso

'Mafiarsi', 'giocattolizzare', 'inequità'. Se aprite un vocabolario della lingua italiana, termini come questi non li troverete di certo. E neanche in quello della Real Accademia spagnola. Sono i neologismi del Papa, come scriveva Avvenire (27 marzo), veri frutti di una creatività lessicale che Francesco sfodera quando vuole esprimere concetti per i quali le parole di uso comune gli stanno strette.

L'ULTIMO E' SPUZZARE
L’ultimo caso in ordine di tempo risale a sabato scorso, durante la visita a Napoli. Il verbo spuzzare, probabilmente reminiscenza vernacolare piemontese, non è passato inosservato e ha contribuito, sottolinea il quotidiano dei vescovi, a far 'materializzare' il cattivo odore che emana la corruzione, da sempre considerata da Bergoglio tra i peccati più gravi.

LA POLEMICA SU MESSICANIZZAZIONE
E poi c'è il penultimo casa, messicanizzazione, usato da Francesco in un messaggio privato a un suo amico che si occupa di lotta alla droga, per indicare il pericolo di una diffusione capillare del narcotraffico anche in Argentina. In Messico non l’hanno presa bene e anche il governo ha chiesto spiegazioni. Ma il Papa ha chiarito, nell’intervista alla tivù messicana Televisa, che era un’espressione «tecnica», «nulla a che vedere con la dignità del Messico». «Quando parliamo di 'balcanizzazione' – ha ricordato – né i serbi né i macedoni né i croati si risentono».

DA PRIMEREAR AD HAGAN ILO
Tra i celebri neologismi c'è «primerear» (arrivare primi) pronunciato nel corso del viaggio in Brasile per la Giornata mondiale della gioventù del luglio 2013, poi ripetuto in occasione della vigilia di Pentecoste coi movimenti ecclesiali il successivo 18 maggio, a «balconear» (stare al balcone), «ningunear» (confondere), «hagan lio» (fare casino).

IL GERUNDIO MISERICORDIANDO
E poi quel gerundio che in tanti ricordano: «misericordiando». «Il gerundio latino miserando è intraducibile sia in italiano che in spagnolo. Mi è venuto in mente di tradurlo con un altro gerundio che non esiste: `misericordiando´», disse Bergoglio a Jorge Milia, già alunno di Bergoglio quando questi insegnava Letteratura e Psicologia a Santa Fe negli anni '64 e '65.

DALLE COMADRI AL DOVERFARISMO
E poi preghiera «memoriosa», piena di memoria; le «comadri» in un discorso ai ginecologi cattolici: «Un tempo, alle donne che aiutavano nel parto le chiamavamo “comadre”’: è come una madre con l’altra, con la vera madre, no? Anche voi siete “comadri” e “compadri”: anche voi».
L’«habriaqueísmo», che nella versione italiana è stato tradotto con «peccato del si dovrebbe fare» o «doverfarismo«, quando cioè «i maestri spirituali ed esperti di pastorale danno istruzioni rimanendo all’esterno».

LE PAROLE PER I GIOVANI
Con riferimento ai giovani, ha parlato di «callejeros della fede», tradotto con «viandanti della fede». Ma in realtà il termine significa più propriamente 'monelli di strada'. E ancora la famosa «gioventù empachada e triste» – che prende a prestito il verbo empachar (qualcosa in più di un imbarazzo di stomaco e un po’ meno di una indigestione) per puntare nuovamente il dito contro la stessa civiltà che riempie i giovani di cibo spazzatura e di altre 'porcherie' spirituali e li appesantisce.

LUNFARDO E NEOLOGISMI VERI E PROPRI
I bergoglismi sono di due tipi. Quelli che derivano dall’uso creativo del lunfardo e gli autentici neologismi. Al primo gruppo appartiene ad esempio il verbo primerear. La gente della capitale argentina lo usa come sinonimo di anticipare qualcuno, fregandolo un po’. Quanto ai neologismi veri e propri non si può non partire da uno strano gerundio, misericordiando.

Tags:
papa francesco
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