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Perché il “Brad Pitt messicano” ha deciso di fare un film per Dio

Richard Shotwell/Invision/AP

Zoe Romanowsky - pubblicato il 30/03/15

Eduardo Verástegui ha abbandonata la recitazione per mettere la fede al centro della sua carriera

A 28 anni, Eduardo Verástegui era una stella nascente. Dopo il suo successo come attore di telenovelas nel suo Paese natale, il Messico, quando è arrivato in America ha abbandonato i ruoli tanti agognati, inclusi un'apparizione con Jennifer Lopez in un video musicale, la carriera da modello per Calvin Klein e il ruolo da protagonista nella commedia romantica del 2003 Chasing Papi.

Proprio quando la sua carriera a Hollywood stava decollando, Verástegui ha preso una decisione che ha cambiato il corso della sua vita e della sua carriera: abbandonare la scena hollywoodiana – almeno nel modo in cui la stava vivendo. In un'intervista rilasciata a Guideposts, Verástegui ha affermato che tutto è iniziato da alcune chiacchierate con la sua tutor inglese.

“In modo molto sottile, mi ha posto molte domande provocatorie. 'Sei una parte del problema o la soluzione?', 'Sei latino. Molte persone pensano che i latini siano quello che vedono in televisione e nei film, come cambierai questo fatto?', 'Stai usando i tuoi talenti in modo egoista o per creare qualcosa per la tua comunità?', 'Cosa vuoi fare della tua vita?', 'Qual è lo scopo della tua vita?'. Immaginatevi sei mesi di tutto questo. Semplici conversazioni in soggiorno, dopo le lezioni di inglese”.

Verástegui, che è stato definito “il Brad Pitt messicano”, si è riavvicinato alla fede della sua infanzia, il cattolicesimo, e ha iniziato a compiere scelte nella sua carriera attraverso la lente della fede. Molte audizioni e opportunità che gli venivano offerte non si adattavano alle sue convinzioni cristiane, e quindi l'attore è diventato produttore e regista per aiutare a creare il tipo di storie che voleva condividere con il mondo. Il suo primo film è stato Bella, un film indipendente che si concentrava sulla dignità dei concepiti e ha vinto il People’s Choice Award al Toronto Film Festival.

Ora, 12 anni dopo, sta per essere diffuso il secondo film di Verástegui, una pellicola drammatica intitolata Little Boy. Scritta da Alejandro Monteverde e Pepe Portillo, parla di un bambino di sette anni di nome Pepper e dei suoi tentativi di riportare a casa il padre dal fronte della II Guerra Mondiale. Il film esplora temi come l'amicizia, la fede, l'amore e la famiglia. Tra gli attori che vi recitano ci sono Tom Wilkinson ed Emily Watson, due volte vincitori dell'Oscar, e Kevin James, David Henrie e il debuttante Jakob Salvati. Henrie è cambiato molto lavorando a Little Boy, e ha dedicato la sua vita a Dio sulle orme di Verástegui (cfr. Aleteia, 29.3.2015).

In un'intervista rilasciata nel 2012 a Leticia Velasquez, della Catholic Media Review, Verástegui ha affermato che molti giovani amano Hollwood perché pensano sia la via per raggiungere la felicità. “È la capitale della tentazione, dove si sperimenta il vuoto. Per questo penso che se si dà ai bambini il vero amore in famiglia sapranno qual è la cosa giusta da fare con i propri sogni”.

Il suo consiglio ai genitori? Non chiedere “Cosa vuoi fare da grande?”

“Non penso sia la domanda giusta”, ha detto Verástegui. “Dovrebbe essere: 'Cosa pensi che Dio voglia che tu faccia da grande?' Si inizia a coinvolgere Dio nella loro vita fin dall'inizio. 'Cosa pensi che Dio voglia da te?' 'Hai mai pensato a quale sia la missione che Dio ha creato per te?' Se si ponessero queste domande, quanto sarebbero diverse le cose!”.

[Traduzione dall'inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
cinema
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