Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
sabato 16 Ottobre |
Santa Margheria-Maria Alacoque
Aleteia logo
home iconApprofondimenti
line break icon

La legalizzazione della prostituzione ha fallito?

© Ninja Midia

Lucandrea Massaro - Aleteia - pubblicato il 20/03/15

Girano molti soldi, ma il legame tra tratta e legalizzazione è evidente. L'inchiesta di Internazionale.

Il numero di Internazionale di questa settimana ha dedicato la sua storia di copertina al mondo della prostituzione legalizzata della Germania. Anche Aleteia aveva trattato l’argomento in occasione della proposta di zoning a Roma, cioé di vie e aree dove la prostituzione verrebbe indirizzata e resa – nei fatti – libera.

Secondo l’inchiesta del Daily Telegraph tradotta dal settimanale italiano, i numeri e la correlazione tra legalizzazione e aumento della tratta è evidente:

Le statistiche sul traffico di esseri umani non sono affidabili, ma da un recente rapporto è emerso che in Europa le vittime della tratta sono circa 270 mila. E nella classifica dei paesi coinvolti Germania e Paesi Bassi sono sempre ai primi posti. Tra la prostituzione legalizzata e la tratta c’è un legame “evidente”, spiega Andrea Matolcsi, coordinatrice del programma di lotta alla violenza sessuale e al traffico di esseri umani dell’ong Equality now. “Per i trafficanti è più facile scegliere un paese dove i bordelli sono legali. L’ambiente è molto più favorevole”. Matolcsi fa notare anche che in Danimarca, dove la prostituzione è stata depenalizzata nel 1999, lo stesso anno in cui in Svezia è diventato illegale comprare sesso, il numero delle vittime della tratta è quattro volte superiore a quello svedese, nonostante la popolazione totale sia la metà

L’opinione del Der Spiegel, riportata da Internazionale, è quello di seguire il modello svedese: la proibizione del fenomeno tout court.

La legalizzazione ha dato una forte spinta al settore. Sono stati aperti decine di bordelli e il paese è diventato una meta per i turisti del sesso. Ma questo mercato redditizio ha attirato anche i trafficanti di esseri umani. Che però non finiscono mai in prigione, perché le ragazze sfruttate dichiarano sempree di fare le prostitute per libera scelta.

Sempre secondo lo Spiegel, varie associazioni e alcuni esponenti politici di sinistra sono contrari a ulteriori inasprimenti della legge, ma “chiudono gli occhi davanti a una realtà brutale. Una via potrebbe essere quella indicata da Svezia e Norvegia, dove sono puniti i clienti. Naturalmente il proibizionismo scandinavo non farà scomparire la prostiuzione, ma non l’ha nemmeno fatta diventare un’attività più pericolosa per le donne”.

Ad oggi il mercato del sesso in Germania vale circa 15 miliardi ed è in espansione continua. Viste le cifre della tratta e dello sfruttamento e il fatto che la politica generale dei tenutari di bordello circa la volontarietà o meno da parte delle ragazze è “non è affar mio”, è evidente che la scelta della Germania di “aiutare le prostitute” è palesemente fallita e quello che resta è la necessità di fare cassa, ponendo – per certi versi – lo Stato tedesco al pari degli sfruttatori veri e propri: non mi interessa perché lo fai, ma pagami le tasse.

Helmut Sporer, sovrintendente capo della squadra anticrimine di Augusta, in Baviera, è uno dei tanti poliziotti tedeschi critici verso l’ambiguità della legislazione in materia. Durante un seminario a Bruxelles ha fatto l’esempio di un bordello “a tariffa fissa” di Augusta. Il locale paga le prostitute per un turno di lavoro e guadagna sul bar e sul biglietto di ingresso dei clienti. Le donne che ci lavorano sono sottoposte a regole molto rigide: devono essere sempre nude e, secondo Sporer, a volte sono costrette a fare sesso non protetto. Se infrangono le regole, devono pagare una multa. “Il giudice ha dichiarato che tutto questo è legale”, ha detto Sporer, perché i proprietari dei bordelli hanno il diritto di dare ordini, come qualsiasi altro datore di lavoro. Eppure, la maggior parte dei bordelli preferisce non esercitare questo diritto. Se poi è qualcun altro a farlo non è un problema loro.

Dal 2014 i paesi della UE includono nel calcolo del PIL anche le attività illegali. L’Istat stima per il 2011 che in Italia la prostituzione abbia un fatturato di circa 3.5 miliardi di euro. Ecco perché fa gola agli stati una regolazione che permetta il prelievo delle tasse, tuttavia l’Europarlamento – per iniziativa della laburista Mary Honeyball – ha inteso puntare sul modello scandinavo per tutto il continente. La tratta, la violenza e lo sfruttamento delle donne, nel frattempo, continuano e i modelli di legalizzazione e liberalizzazione in questo campo hanno mostrato di essere più ideologici che pratici.

Tags:
sfruttamento prostituzionetratta delle persone
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
Gelsomino Del Guercio
“Dio ti darà dei segni”. Quel messaggio di Carlo Acutis all’amica...
2
Gelsomino Del Guercio
Carlo Acutis parlava di un regalo che gli aveva fatto Gesù. Di co...
3
PRAY
Philip Kosloski
Preghiera al beato Carlo Acutis per ottenere un miracolo
4
POPE JOHN PAUL II
Philip Kosloski
I consigli di san Giovanni Paolo II per pregare
5
CARLO ACUTIS
Silvia Lucchetti
“I primi miracoli mio figlio li fece il giorno del funerale”
6
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
7
BERGOGLIO
Gelsomino Del Guercio
“Se non mi sposo con te, mi faccio prete”. Così parlò il futuro P...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni