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Un freddo timore calò sugli uomini…

Solar Eclipse © Igor Zh / Shutterstock
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Solar Eclipse</a> © Igor Zh / Shutterstock

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L’eclissi “social” del 20 marzo 2015 è lontanissima dai timori che assalivano gli antichi al verificarsi del “sole nero”. Eppure...

Il “sole nero” non  fa più paura, ma qualche inquietudine ancora la lascia. Sono passati quasi 28 secoli da quando il poeta greco Archiloco descrisse l’eclisse di sole e considerò che “un freddo timore calò sugli uomini”.  Nulla si sapeva di scientifico e il fenomeno veniva attribuito alla responsabilità degli dei. E a loro ci si abbandonava per stare più sicuri.

Archiloco di Zeus si fida, spiega che lui “fece notte a mezzogiorno” e quindi non c’è nulla “d’incredibile”, né di “innegabile” e neppure di “assurdo”. Eppure resta una punta d’ansia in quel “freddo timore” nel cuore degli uomini. Qualcosa che rimane anche oggi pur se tutto si sa del sole e della luna, degli incroci e dei calcoli, delle eclissi totali, parziali, anulari, ibride, in penombra, lunari, solari, passate e future e via astrofilosoficando… 

Il 20 marzo 2015 torna un’eclisse di sole e sembra rivestire il carattere di un grande evento, con un calendario fitto di appuntamenti in giro per la penisola e nel mondo per seguirlo in compagnia e anche in diretta streaming. Invece non è così, perché l’ultima è del 3 novembre dell’anno scorso, definita “ibrida”, la penultima del 13 aprile “anulare”, visibile in Canada. Negli ultimi dieci anni sono state 18 le eclissi solari, due in meno quelle lunari.

Oggi a differenza del passato anche l’eclisse è social, perché la rete annulla le distanze geografiche e sbaraglia anche la paura. Di un’eclisse si sa tutto e ognuno di noi può fare i calcoli su quando verrà, anche se è un po’ complicato. Ma nessuno disperi, perché in rete si trova tutto e cercando cercando ci sarà sicuramente qualche app che aiuta. Dopo tutto è un pezzo che i calcoli si fanno sempre allo stesso modo.

Furono i Babilonesi ad inventare il sistema, che poi è stato raffinato. Ciò che non si è mai perso è stato il fascino e il mistero, che nemmeno la matematica è in grado di debellare. Molti si sono applicati e l’eclisse è diventata oggetto della letteratura e della filosofia. Alzi la mano chi non ha mai pensato che quando il sole e la luna fanno pazzie, danzano uno intorno all’altra e viceversa fino a “baciarsi” – verbo molto usato per indicare il fenomeno -, sia un segnale di qualcosa che va sovvertendo l’apparente ordine cosmico. Perché non sempre l’esercizio della razionalità matematica va d’accordo con le ragioni del prodigio.

Erodoto nel V secolo scrive di una guerra tra Lidi e Meli risolta in  maniera originale da un’eclisse, che qui va considerata alla stregua di una buona mediatrice. I Lidi e i Meli si combattevano da cinque anni e poi un bel giorno all’improvviso il giorno diventò notte e i generali si sconvolsero talmente tanto che cessarono i combattimenti e si adoperarono perché si facesse pace.

L’eclisse tuttavia resta indizio di cataclismi e flagelli e accompagna gli errori dell’umanità. Nel Vangelo quando Gesù muore si racconta che si fece buio su tutta la terra; nell’Apocalisse Giovanni scrive che quando l’Agnello ruppe il settimo sigillo “il sole divenne nero come un sacco di crine”. Ma qui la scienza non c’entra e ciò che conta è il simbolo: l’eclissi come marcatore della volontà di Dio.

Neppure il fatto che un’eclisse portò lo pace salva il fenomeno dalla maledizione e dalla iattura. Così le eclissi sono state associate a terremoti, pestilenze e ogni varia malvagità naturale o indotta dagli uomini.

Forse l’aurea nefasta nasce dal fatto che nella prima descrizione di un’eclisse in un documento cinese di circa due mila anni prima di Cristo, si spiegò che “il sole e la luna non si incontrano in armonia” e ciò poteva essere fonte di guai. E’ l’ignoto che fa paura. Al punto che in Cina per tradizione si sparavano petardi alla luna per spaventarla ed evitare che coprisse il sole. Fa sorridere, ma nel secolo scorso marinai cinesi sono stati sorpresi ancora a sparare in aria mentre il sole si oscurava a poco a poco. 
 

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