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Papa Francesco pranzerà in carcere insieme ai transessuali

© ALESSIA GIULIANI/CPP
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A Napoli scelta una delegazione di dieci detenuti di Poggioreale

Mano tesa a dieci reclusi del reparto riservato a transessuali, omosessuali e malati di Hiv. Papa Francesco sabato prossimo pranzerà anche con loro al carcere di Poggioreale durante la visita a Napoli (Tv2000, 18 marzo). 

PRANZO VOLUTO DAL PAPA
Il programma della visita ai detenuti di Poggioreale non prevedeva inizialmente il pranzo che, invece, è stato espressamente chiesto da Papa Francesco. A cucinare saranno gli stessi reclusi. Novanta in tutto i fortunati che sederanno a tavola con il Pontefice e tra questi, sorpresa dell'ultim'ora, anche delle persone transessuali (Il Mattino, 18 marzo). 
 
LUXURIA: I TRANS SONO TRATTATI COME ULTIMI
«Io ho visitato il carcere di Poggioreale – ha fatto eco Vladimiri Luxuria (Intelligonews, 19 marzo) – e tutta la sezione dove ci sono le persone transessuali. Va tra gli ultimi, e devo dire che sono gli ultimi degli ultimi perché poi c’è tutta la questione delle opportunità di inserimento nel lavoro. Per un Papa che si è sempre definito dalla parte degli ultimi, credo che sia quantomeno doveroso ascoltare queste storie, contro chi pensa che parlare con le persone transessuali e ascoltarle sia promuovere l’inesistente teoria del gender». 

TROPPI CASI DI SUICIDIO IN CELLA
Luxuria denuncia «i troppi casi di suicidi di transessuali o di autolesionismo in cella. Soprattutto quando non possono continuare le cure ormonali, e quindi hanno scompensi anche di tipo psichico». Come è noto le persone transessuali sono affette da disforia di genere, ovvero la patologia medica del transessualismo che va trattato con il supporto di uno specialista.

L'INCONTRO A SANTA MARTA CON DIEGO NERJA
La vicinanza di Papa Francesco alle persone affette da questa complessa patologia, è testimoniata dall'incontro del 24 gennaio in Vaticano con Diego Neria Lejarraga, transessuale spagnolo, accompagnato dalla fidanzata, a cui ha concesso un'udienza privata (Aleteia, 26 gennaio). Il 48enne, originario di Plasencia in Extremadura, aveva scritto tempo al Papa raccontando la sua drammatica vicenda personale e religiosa, e spiegando che dopo il cambio di sesso avvenuto 8 anni fa si era sentito escluso dalla Chiesa. Il Papa gli avrebbe quindi telefonato due volte in dicembre e sabato scorso l'ha ricevuto a Santa Marta. Tuttavia il contenuto della discussione tra il Pontefice e Diego non è stato rivelato.

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