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Papa Francesco: «Dio apre le porte della Chiesa, noi non possiamo chiuderle!»

© Antoine Mekary / Aleteia
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Così il pontefice durante l'Omelia a Santa Marta di questa mattina

di Alessandro De Carolis

È un conflitto che Francesco ha tirato fuori dall’ombra ormai già da molto tempo: quello tra Gesù che apre le porte a chiunque lo cerchi, specie se lontano da Lui, e i cristiani che quelle porte spesse volte chiudono in faccia a chi bussa alla porta della Chiesa. Un conflitto tra la misericordia totale di Cristo e la poca che talvolta dimostra anche chi crede in Lui.

Non fermare chi cerca Cristo
La riflessione del Papa parte dall’acqua, protagonista delle letture liturgiche del giorno. “L’acqua che risana”, la chiama Francesco, che commenta la descrizione che il Profeta Ezechiele fa del rivolo emerso dalla soglia del tempio, che diventa all’esterno un torrente impetuoso e nelle cui acque ricche di pesci chiunque potrà risanarsi. E l’acqua della piscina di  Betzatà, descritta nel Vangelo, nei cui pressi giace da 38 anni un paralitico intristito – e per Francesco anche un po’ “pigro” – che non ha mai trovato il modo di farsi immergere quando le acque si muovono e quindi di cercare la guarigione. Gesù invece lo risana e lo incoraggia “ad andare avanti”, ma ciò scatena la critica dei dottori della legge perché la guarigione è avvenuta di sabato. Una “storia”, osserva il Papa, che avviene “tante volte” anche oggi:
“Un uomo – una donna – che si sente malato nell’anima, triste, che ha fatto tanti sbagli nella vita, a un certo momento sente che le acque si muovono, c’è lo Spirito Santo che muove qualcosa, o sente una parola o… ‘Ah, io vorrei andare!’… E prende coraggio e va. E quante volte oggi nelle comunità cristiane trova le porte chiuse: ‘Ma tu non puoi, no, tu non puoi. Tu hai sbagliato qui e non puoi. Se vuoi venire, vieni alla Messa domenica, ma rimani lì, ma non fare di più’. E quello che fa lo Spirito Santo nel cuore delle persone, i cristiani con psicologia di dottori della legge distruggono”.

La Chiesa è casa di Gesù
“A me fa dispiacere questo”, afferma subito dopo Francesco. Che ribadisce: la Chiesa ha sempre le porte aperte:
“E’ la casa di Gesù e Gesù accoglie. Ma non solo accoglie, va a trovare la gente come è andato a trovare questo. E se la gente è ferita, cosa fa Gesù? La rimprovera perché è ferita? No, viene e la porta sulle spalle. E questa si chiama misericordia. E quando Dio rimprovera il suo popolo – ‘Misericordia voglio, non sacrificio!’ – parla di questo”.

L’amore è la legge
“Tu chi sei – incalza il Papa – che chiudi la porta del tuo cuore a un uomo, a una donna che ha voglia di migliorare, di rientrare nel popolo di Dio, perché lo Spirito Santo ha agitato il suo cuore?”. La Quaresima, conclude Francesco, aiuti a non commettere l’errore di chi spregiò l’amore di Gesù verso il paralitico solo perché contrario alla legge:
“Chiediamo oggi al Signore nella Messa per noi, per ognuno di noi e per tutta la Chiesa, una conversione verso Gesù, una conversione a Gesù, una conversione alla misericordia di Gesù. E così la Legge sarà pienamente compiuta, perché la Legge è amare Dio e il prossimo, come noi stessi”.

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