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I cristiani indiani pregano per una suora vittima di uno stupro collettivo

AFP
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La violenza è avvenuta dopo che la comunità cristiana ha subito attacchi in varie chiese

I cristiani dell’India hanno pregato questa domenica per una suora di 71 anni che è stata vittima di uno stupro collettivo nel fine settimana in un nuovo caso di violenza sessuale che preoccupa la minoranza religiosa.

L’aggressione contro la suora è avvenuta alcuni giorni dopo il divieto di diffusione nel Paese di un documentario su un caso di stupro collettivo che ha provocato la morte di una studentessa a Nuova Delhi nel 2012.

L’incidente è avvenuto venerdì nello Stato del Bengala Occidentale, vicino alla città di Ranaghat, durante un assalto. Dei ladri si sono introdotti nella scuola annessa al convento e hanno aggredito una guardia prima di violentare la religiosa. In seguito hanno portato via del denaro.

Quattro dei sei aggressori sono stati identificati grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza. Le autorità hanno offerto una ricompensa di 100.000 rupie (1.500 euro) a chi potrà fornire informazioni sui sospetti.

Arnab Ghosh, sovrintendente di polizia che ha visitato il convento, ha affermato che il furto sembra essere stato pianificato in modo minuzioso.

“Le immagini delle telecamere mostrano che sei uomini apparentemente tra i 20 e i 30 anni hanno scalato il muro esterno alla scuola verso le 23.40, poi sono entrati nell’edificio e hanno tagliato i fili del telefono”, ha detto all’agenzia AFP.

Ghosh ha reso noto che almeno due dei malviventi erano armati. Durante l’assalto, vari testi religiosi sono stati distrutti e una scultura di Cristo è stata danneggiata.

Nelle chiese di Nuova Delhi e nei templi dello Stato del Bengala Occidentale i fedeli hanno pregato per la rapida ripresa della suora violentata.

La religiosa resta ricoverata in un ospedale di Ranaghat, a 70 chilometri da Calcutta.

“Preghiamo perché la religiosa si riprenda presto dal trauma, dalla paura e dalle ferite psicologiche”, ha affermato alla AFP l’arcivescovo di Calcutta, Thomas D’Souza.

Il presule ha affermato che è la prima volta che in India avviene un fatto di questo tipo.

Lo stupro si è verificato dopo che la comunità cristiana ha subito attacchi a varie chiese.

In India, quasi l’80% della popolazione è induista, ma il Paese conta anche consistenti comunità musulmane, cristiane e buddiste.

Il crimine ha evidenziato nuovamente il problema della violenza sessuale contro le donne nel Paese dopo che la settimana scorsa il Governo ha proibito la diffusione di un documentario sullo stupro collettivo del 2012 ai danni di una studentessa di Nuova Delhi che ha provocato molte proteste.

Le autorità hanno dichiarato che la diffusione del documentario avrebbe potuto provocare agitazioni pubbliche, ma i critici accusano il Governo di essere più preoccupato della reputazione del Paese che della sicurezza delle donne.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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