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Francesco ai nigeriani: “Perseverate sulla via della pace”

© AIUTO CHIESA CHE SOFFRE
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Messaggio di vicinanza del papa ai vescovi della Nigeria afflitta da violenza e povertà. Oltre 13 mila persone uccise dai miliziani di Boko Haram in 5 anni

Tra violenza e povertà la situazione della Nigeria è, in questo momento, una delle più difficili del pianeta. Per questo papa Francesco ha scelto di inviare una lettera ai vescovi del Paese affinché, attraverso loro, la sua voce arrivi durante la Quaresima alla popolazione provata da molte tribolazioni.
 
"La vostra Nazione – ha scritto Bergoglio nella missiva resa nota dalla Sala stampa vaticana – si è dovuta confrontare con gravi difficoltà, tra le quali, nuove e violente forme di estremismo e di fondamentalismo, su base etnica, sociale e religiosa".
 
“Molti nigeriani – ricorda il pontefice – sono stati uccisi, feriti e mutilati, sequestrati e privati di ogni cosa: dei propri cari, della propria terra, dei mezzi di sussistenza, della loro dignità, dei loro diritti. Tanti non hanno più potuto fare ritorno alle loro case. Credenti, sia cristiani che musulmani, sono stati accomunati da una tragica fine, per mano di persone che si proclamano religiose, ma che abusano della religione per farne una ideologia da piegare ai propri interessi di sopraffazione e di morte”.
 
Le piaghe della Nigeria


 
Dal 2009 si calcola che le violenze del gruppo terroristico di matrice islamista guidato da Boko Haram hanno provocato in Nigeria la morte di oltre 13 mila persone. L’insicurezza diffusa nel Paese a causa delle ripetute incursioni dei miliziani – che a inizio marzo hanno anche annunciato l’alleanza con i jihadisti dello Stato Islamico – ha determinato il rinvio delle elezioni politiche che si sarebbero dovute tenere il 14 febbraio scorso e previste per il 28 marzo prossimo.  L’enorme peso della corruzione e la gestione senza criterio delle immense ricchezze petrolifere, la cui modalità di estrazione provoca un grave inquinamento e conseguente distruzione dell’ambiente, rendono la maggioranza dei nigeriani poverissimi: al 142° posto nella lista degli Stati per il Pil pro capite. Milioni di persone non hanno nemmeno accesso all’acqua potabile. Eppure quella della Nigeria è la prima economia del continente e lo Stato che ospita un quinto dell’intera popolazione africana.
 
“Il gigante d’Africa” come lo chiama Papa Francesco, è destinato a giocare “un ruolo di primo piano non solo in quel Continente, ma nel mondo intero". In questi ultimi anni, continua il papa rivolgendosi ai nigeriani, "la vostra nazione ha sperimentato una forte crescita sul piano economico e si è proposta sulla scena internazionale come un mercato di grande interesse sia per le sue risorse naturali sia per le sue potenzialità commerciali. E' ormai considerata ufficialmente la più grande economia africana. Si è inoltre distinta come interlocutore politico per l'impegno profuso nella risoluzione di situazioni di crisi nel Continente”.
 
La pace, dono e impegno
 
La pace, ricorda Francesco, “non è solo l’assenza di conflitti o risultato di qualche compromesso politico, o fatalismo rassegnato”. La pace è dono e, allo stesso tempo, “impegno quotidiano, coraggioso ed autentico per favorire la riconciliazione, promuovere esperienze di condivisione, gettare ponti di dialogo, servire i più deboli e gli esclusi”. In una parola, “la pace consiste nel costruire una “cultura dell’incontro”.
 
Il papa esprime gratitudine perché, pur in mezzo a gravi prove e sofferenze, la Chiesa in Nigeria non cessa di “testimoniare l’accoglienza, la misericordia e il perdono” attraverso l’operato di “sacerdoti, religiosi e religiose, missionari e  catechisti che, pur tra indicibili sacrifici, non hanno abbandonato il proprio gregge, ma sono rimasti al suo servizio”. La stessa gratitudine che si deve alle molte persone “di ogni estrazione sociale, culturale e religiosa che, con grande determinazione, si impegnano concretamente contro ogni forma di violenza e in favore di un avvenire più sicuro e più giusto per tutti”.
 
Ai vescovi nigeriani Francesco raccomanda di andare avanti sulla via della pace “con perseveranza e senza scoraggiamenti” e, assicurando la sua preghiera e il suo sostegno li esorta: “Accompagnate le vittime! Soccorrete i poveri! Educate i giovani! Fatevi promotori di una società più giusta e solidale!”.

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