Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

Iscriviti alla Newsletter

Aleteia

Ha detto “sì” alla vita del figlio e ne ha fatto un triatleta

@Wagner Araújo
Condividi

José non ha fatto abortire la moglie. Ha amato suo figlio portatore di handicap da prima che nascesse

Quando Elkier era dentro la pancia della madre, a sette mesi di gestazione, un esame ha rivelato che soffriva di idrocefalia e di una malformazione ossea della colonna vertebrale. José Rosa das Neves ha sentito sua moglie dirgli: “Il medico vuole parlare con te. Dovrò abortire”. Ma José ha pensato che fosse un’assurdità, e non è andato alla visita: “Indipendentemente da come sarà, me ne prenderò cura”.

Alcuni anni dopo, la moglie di José ha chiesto il divorzio e se ne è andata di casa lasciandolo con i tre figli: Elkier, Ildyne e Iran, di appena nove mesi.

“Quando sono rimasto solo con i bambini ho sofferto, ho pianto, non sapevo cosa fare. È stato il momento peggiore della mia vita. Ho pensato al peggio. Nel momento più tragico si pensa sempre al peggio”, ricorda oggi José.

Nonostante le molte difficoltà, si è impegnato ad allevare i propri figli nel miglior modo possibile. Quando è cresciuta un po’, la figlia Ildyne lo ha aiutato a prendersi cura di Elkier, e così José ha potuto trovarsi un lavoro.

José Rosa aveva sempre praticato sport, soprattutto corse in strada. Nel 2013 ha deciso di correre per la prima volta con Elkier, spingendo la sua sedia a rotelle.

“Ho deciso di spingere la sedia in una corsa del 2013. Ogni volta che passavamo davanti al pubblico era felice per gli applausi che ricevevamo. Era splendido. Pensavo che cambiare i pannolini fosse sufficiente, ma ho imparato che anche lo sport è molto importante. Non sono qui solo per dare il cibo o fare il bagno. Voglio camminare, uscire, viaggiare, andare in vari posti con lui”.

Alla fine del 2014, pur non avendo l’attrezzatura necessaria per realizzare la prova di ciclismo, José Rosa (46 anni) ed Elkier (21 anni) hanno partecipato a una gara di biathlon e a una di triathlon.

Nel 2015, José Rosa ha ricevuto un carretto adattato alla bicicletta, e un’amica gli ha regalato un canotto per spingere Elkier mentre nuota. Di recente, la coppia ha completato il Sesc Triathlon Caiobá, nello Stato brasiliano di Paraná. Elkier non vuole mai restare indietro: è competitivo e gli piace far mangiare la polvere agli avversari!

“Quando superiamo qualcuno durante la prova, muove le braccia e vibra, mettendosi una mano in faccia e ridendo – ha raccontato il papà –. Chi non ama una festa, il rumore, essere al centro dell’attenzione? Lui riesce a esprimere i suoi sentimenti. Nelle prova che ho sostenuto con lui quell’allegria era evidente”.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
handicap
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni