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Dove sono le mani di Dio per rimediare ai mali dell’uomo?

© glaeskePi

Encuentra.com - pubblicato il 11/03/15

Tu sei le mie mani. Abbi il coraggio di usarle per lo scopo per cui sono state fatte

Perché sembra che Dio non intervenga per porre rimedio ai mali provocati dall'uomo? Una riflessione per pensare… e agire.

Quando osservo il campo ancora da arare, quando gli attrezzi da lavoro vengono dimenticati, quando la terra è spaccata e abbandonata mi chiedo “Dove saranno le mani di Dio?”.

Quando osservo l'ingiustizia, la corruzione, colui che sfrutta il debole; quando vedo il prepotente pedante arricchirsi alle spalle dell'ignorante e del povero, dell'operaio, del contadino che non ha le risorse per difendere i suoi diritti mi chiedo “Dove saranno le mani di Dio?”.

Quando guardo quell'anziana dimenticata, quando il suo sguardo è pieno di nostaglia e ancora balbetta qualche parola d'amore per il figlio che l'ha abbandonata, mi chiedo “Dove saranno le mani di Dio?”.

Quando vedo il moribondo nella sua agonia piena di dolore, quando osservo il suo coniuge che vorrebbe non vederlo soffrire, quando la sofferenza è intollerabile e il suo letto di morte diventa una un grido di supplica per avere pace, mi chiedo “Dove saranno le mani di Dio?”.

Quando guardo quel ragazzo prima forte e deciso e ora abbrutito dalla droga e dall'alcool, quando vedo titubare quella che prima era un'intelligenza vivida e ora sono solo brandelli senza direzione né destinazione, mi chiedo “Dove saranno le mani di Dio?”.

Quando vedo quella ragazza che dovrebbe sognare e che invece trascina la propria esistenza, il cui volto riflette l'odio per la vita e che cercando di sopravvivere si dipinge la bocca, si accorcia il vestito ed esce a vendere il proprio corpo, mi chiedo “Dove saranno le mani di Dio?”.

Quando quel bambino alle tre del mattino mi offre il suo giornale, la sua scatoletta di dolci invenduti, quando lo vedo dormire nel vano di un portone tremando di freddo, quando il suo sguardo mi chiede una carezza, quando lo vedo senza speranza vagare con l'unica compagnia di un cane randagio mi chiedo “Dove saranno le mani di Dio?”.

Lo affronto e Gli chiedo: Dove sono le tue mani, Signore? Per lottare per la giustizia, per fare una carezza, per consolare gli abbandonati, per riscattare i giovani dalla droga, per dare amore e tenerezza ai dimenticati.

Dopo un lungo silenzio ho sentito la sua voce che mi diceva: “Non ti rendi conto che tu sei le mie mani? Abbi il coraggio di usarle per quello per cui sono state fatte, per dare amore e raggiungere le stelle”.

E ho capito che le mani di Dio siamo “TU ed IO”, noi che abbiamo la volontà, la conoscenza e il coraggio di lottare per un mondo più umano e più giusto, coloro i cui ideali sono così alti che non possono smettere di rispondere alla chiamata del destino, quelli che sfidando il dolore, la critica e la blasfemia si fermano per essere le mani di Dio.

Signore, ora mi rendo conto che le mie mani sono vuote, che non hanno dato quello che dovevano dare. Ti chiedo perdono per l'amore che mi hai dato e che non ho saputo condividere. Devo usare le mie mani per amare e conquistare la grandezza della creazione.

Il mondo ha bisogno di quelle mani piene di ideali, il cui compito principale è quello di contribuire giorno per giorno a forgiare una nuova civiltà che cerchi valori superiori, mani che condividano generosamente ciò che Dio ci ha dato e possano arrivare alla fine avendo donato tutto con amore. E Dio sicuramente dirà: QUELLE SONO LE MIE MANI!

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
dio
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