Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
giovedì 04 Marzo |
Santa Teresa Eustochio Verzeri
home iconChiesa
line break icon

Izzedin Elzir, un musulmano che dialoga

Città Nuova - pubblicato il 07/03/15

Il neo-presidente dell'Ucoii, la maggiore organizzazione di musulmani in Italia, in una intervista in cui emerge la sua fede conciliante.

di Roberto Catalano

Incontro 
Izzedin Elzir, neo-presidente dell’
Ucoii, a Livorno, a pochi giorni dalla sua elezione. Nativo di Hebron, in Palestina, ma fiorentino di adozione parla con un accento piacevolissimo. E’ davvero,un piacere ascoltarlo. Altro dettaglio significativo, che non può sfuggire, sono i “noi” e “nostra” con le quali sottolinea sempre il suo essere italiano ed il suo appartenere a questo Paese. Da anni
imam di Firenze, leader moderato, molto attento al dialogo interreligioso, si presta con grande disponibilità a rispondere ad alcune domande per 
Città Nuova.

Molti in Italia sentono parlare di Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche d’Italia, nata ad Ancona nel 1990; ma forse non si sono mai chiesti cosa davvero essa rappresenti.
«L’Ucoii ha il compito di unire moschee, associazioni, gruppi e centri culturali islamici attivi nel nostro Paese per un coordinamento della realtà islamica a livello nazionale. Lo scopo principale è quello di arrivare ad un’intesa reale a fattiva con lo Stato italiano che, secondo quanto dice la Costituzione e secondo quanto prevede il Concordato, dovrebbe assicurare gli stessi diritti a tutti i cittadini del nostro Paese. Sono previsti, infatti, accordi anche con comunità che professano altre espressioni religiose, che non siano quella cristiana, di larghissima maggioranza in Italia. Noi ci sentiamo parte integrante della società italiana e siamo cittadini italiani, ma abbiamo una fede diversa da quella di moltissimi nostri connazionali.Desideriamo essere cittadini di questo Paese, a tutti gli effetti, come italiani di fede musulmana».

E’ stata una sorpresa essere eletto presidente nazionale dell’Ucoii?
«Devo essere sincero. No! C’era la possibilità concreta di una mia elezione, non posso nasconderlo. Fra l’altro ero già responsabile del Dipartimento informazione e rapporti con la stampa. Ciò che però non mi aspettavo è la convergenza quasi totale sulla mia persona. Non avrei mai pensato di avere un indice di gradimento così alto, che è arrivato da comunità e moschee del Nord e del Sud, dell’Est e dell’Ovest. Ovviamente, questo mi ha fatto un grande piacere anche perchè lo considero come un riconoscimento non solo alla mia persona e al lavoro fatto da me, ma al modello di dialogo che abbiamo aperto qui in Toscana».

Ci può dire di più di questo che lei spesso definisce “modello fiorentino”?
«Si tratta di un’esperienza iniziata ormai da vari anni e molto ben avviata. Abbiamo un colloquio aperto e regolare con la Chiesa cattolica e con la comunità ebraica. Da tempo, ormai, svolgiamo incontri di carattere culturale e religioso per una conoscenza reciproca. Alterniamo il luogo di svolgimento, passando dalla moschea alla sinagoga e ad una chiesa. Ma in Toscana e nel capoluogo l’impegno al dialogo è molto visibile anche a livello istituzionale e civile. Come comunità, per esempio, partecipiamo attivamente alle giornate per la donazione del sangue o a iniziative come “Puliamo il mondo”. Ci teniamo a dare visibilità e consistenza al fatto che siamo cittadini italiani a tutti gli effetti».

Un modello esportabile su scala nazionale?
«C’è la speranza ed anche il desiderio. D’altra parte, non posso nascondere che il terreno toscano è particolarmente fertile in quanto a far nascere e crescere un dialogo fra culture e religioni. Altre zone dell’Italia presentano situazioni senza dubbio più problematiche. A questo punto è chiaro che tocca a noi rimboccarci le maniche, bussare alle porte, lavorare di più. Non dobbiamo aver timore ad essere aperti, partecipando a convegni culturali e civili, facendo notare la nostra presenza ed il nostro impegno. Dobbiamo assicurare una maggiore visibilità che renda credibile i nostri veri obiettivi».

  • 1
  • 2
Tags:
dialogo interreligiosoislam
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
FUMETTI MATRIMONIO DIO
Catholic Link
5 immagini su cosa accade in un matrimonio che ha Dio al centro
2
Sanctuary of Merciful Love
Bret Thoman, OFS
Le acque guaritrici profetizzate da una suora del XX secolo
3
POPE AUDIENCE
Gelsomino Del Guercio
Il Papa: il diluvio è il risultato dell’ira di Dio, può arrivarne...
4
POPE FRANCIS AUDIENCE
Ary Waldir Ramos Díaz
Perché dobbiamo fare il segno della croce nei momenti di pericolo...
5
Philip Kosloski
Perché i cattolici non mangiano carne i venerdì di Quaresima?
6
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
7
BLESSED CHILD
Philip Kosloski
Coprite i vostri figli con la protezione di Dio con questa preghi...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni