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Un ragazzino stava congelando. Chi lo ha aiutato? Forse vi sorprenderà

© Public Domain / Youtube

Catholic Link - pubblicato il 03/03/15

“La carità che lascia il povero così com'è non è sufficiente” - papa Francesco

di Astrid Duque

In questo periodo quaresimale, la Chiesa ci invita alla pratica dell’elemosina. Questo semplice video ci offre alcuni elementi utili per riflettere sul significato di questa pratica cristiana e su come poterla vivere.

Si tratta di un nuovo esperimento sociale dei ragazzi di ockTV in cui un ragazzino senzatetto soffre il rigore di un inverno rigido. Molti gli passano accanto, alcuni lo guardano, altri lo ignorano, ma per due ore nessuno fa niente per aiutarlo. Poi si vede la reazione di un altro senzatetto che va a soccorrere il ragazzino, gli parla, gli chiede di cosa ha bisogno, gli offre anche il proprio cappotto e gli dà un po’ di denaro per comprarsi qualcosa da mangiare.

Questo mendicante aveva più possibilità di aiutare il ragazzino delle centinaia di persone che gli sono passate accanto e non hanno fatto nulla? Senz’altro no. Il motivo che spinge quest’uomo a fare qualcosa per il bambino non è altro che il volerlo fare, il dare quel poco che aveva, commuoversi davanti alle necessità di un altro e non restare indifferente.

Sicuramente a molti di noi capita ogni giorno di incontrare persone con grandi necessità in ogni luogo: ai semafori, mentre dormono sul pavimento di una strada, soli, malati, magari drograti. Spesso ci si chiede se il loro stato sia dovuto a una scelta o alla sorte, ma indipendentemente da questo non possiamo abituarci a guardare i nostri fratelli che soffrono e passare oltre.

Avremo sempre qualcosa da dare. Se non è una cosa materiale può essere una parola, un sorriso, una preghiera nel segreto del nostro cuore. L’elemosina non consiste solo nel dare denaro. Dovrebbe trattarsi più che altro di dare qualcosa di sé, qualunque cosa, ma donarsi, non restare con il pugno chiuso di fronte a chi ha bisogno del nostro aiuto.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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solidarieta
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