Quando occuparsi della sicurezza del Santo Padre diventa una testimonianza di fede
Quando occuparsi della sicurezza del Santo Padre diventa una testimonianza di fede
«Le onorificenze fanno piacere, non lo nego. Ma non servono per andare in Paradiso». Domenico Giani, 52 anni, aretino, comandante della Gendarmeria Vaticana, è un super-poliziotto decisamente sui generis. Non solo perchè deve occuparsi della sicurezza di uno degli uomini più influenti ma nello stesso tempo più esposti e vulnerabili della nostra epoca, ma anche perchè non fa mistero di considerare il suo lavoro anzitutto alla stregua di una missione spirituale. Senza che – ovviamente – questo comporti la rinuncia ad uno standard di protezione e di intelligence tra i più elevati del pianeta. Questo colloquio, uno dei pochissimi concessi da Giani nei nove anni passati alla guida della Gendarmeria, avviene in giorni non facili per le notizie drammatiche che arrivano dal Medio Oriente e dal Nord Africa.