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«Il “patto” con Dio dopo una “vacanza” in seminario»

© Public Domain

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 02/03/15

La storia di Giovanni Paolo Luzi di Ascoli che dopo una "vacanza" in seminario ha visto cambiare la sua vita. Un percorso che farà insieme al fratello

Dalla scuola superiore al seminario. Per concretizzare il suo sogno: diventare un sacerdote. In un periodo di crisi per le vocazioni, non è semplice incontrare la storia un ragazzo di 19 anni che decide di abbracciare la strada della vocazione. Giovanni Paolo Luzi ha invece ricevuto la chiamata più importante della sua vita, quella del Signore, il quale gli ha chiesto di servire gli altri e di testimoniare a tutti la sua esistenza.

PERCORSO COMUNE CON IL FRATELLO
E l’aspetto più curioso riguarda il fatto che anche il fratello di Giovanni Paolo, Emmanuel Luzi ha deciso di percorrere la stessa strada, condividendo con lui questo cammino (Il Resto del Carlino, 27 febbraio). Al momento, entrambi si trovano al seminario di Macerata, con Giovanni Paolo che tutte le mattine si alza all’alba e si mette in viaggio verso Ascoli per frequentare le lezioni e per concludere gli studi, tanto che nella prossima estate si troverà ad affrontare anche la maturità per ottenere il diploma, così come peraltro gli è stato richiesto dal rettore don Mario Malloni.

IL CAMMINO NEOCATECUMENALE
La storia della conversione di Giovanni Paola affonda le radici nella sua infanzia. «I miei genitori si sono sposati presto e, dopo pochi mesi, il loro matrimonio era già in crisi. Poi, hanno conosciuto casualmente il movimento neocatecumenale e la loro vita è cambiata. ‘Sperimentando’ Dio, infatti, sono riusciti ad andare oltre le difficoltà, mettendo al mondo ben sei figli: due maschi e quattro femmine».

ADOLESCENZA DIFFICILE
L'adolescenza è travagliata. Entra preso nel cammino neocatecumenale, ma restano tanti dubbi sull’esistenza del Signore. «Fino a sedici anni andavo a messa solamente per far contenti loro. A scuola andavo male e non avevo un buon rapporto con i miei compagni di classe. Venni anche bocciato. Anzi, ero molto depresso e mi chiedevo ogni giorno che senso avesse la mia vita. Ero arrivato al punto di non volerne più sapere nulla di Dio».

LA "VACANZA" IN SEMINARIO
Nell’estate del 2012 la svolta. «Lavoravo con mio padre, nel suo maglificio. Dal movimento neocatecumenale, però, mi arrivò la proposta di vivere un’esperienza diversa, trascorrendo una decina di giorni in un seminario. Accettai e da quel momento è cambiata la mia vita. Eppure decisi di partecipare solamente per godermi una settimana e mezza di relax, senza lavorare»

LA SCOPERTA DI DIO
Invece in quei giorni «scoprii per la prima volta che Dio esisteva per davvero. Che non erano solo favole che mi raccontavano i miei genitori. In quel seminario conobbi il Signore. Fino a quel momento mi comportavo male con tutti, anche perchè ero geloso dei miei fratelli e mi dava fastidio il fatto che mamma e papà volessero bene anche a loro oltre che a me. E’ brutto dirlo, ma ero egoista. Dio, però, aveva saputo donarmi quell’amore che cercavo di ottenere da chi mi stava intorno».

TRA WOJTYLA E BERGOGLIO
Giovanni trasforma gradualmente la sua esistenza. A scuola diventa uno dei più bravi, i suoi amici iniziano a rispettarlo sempre più, e ora ha l'obiettivo di diplomarsi prima di concretizzare il suo cammino di fede. «Il Signore mi sta chiedendo di annunciarlo a chi mi sta vicino e io non mi tirerò mai indietro», spiega lui. Sarà il primo passo di un cammino che lo accomuna all'uomo di cui ha "ereditato" il nome. «Giovanni Paolo II è stata una guida per i miei genitori ed un esempio per milioni di fedeli. Anche papa Francesco, però, non è da meno e il mio sogno è quello di conoscerlo di persona. Spero di poterlo realizzare il prima possibile».

Tags:
sacerdoziotestimonianze di vita e di fede
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