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Card. Sepe: ho insegnato al papa a dire “a Maronna t’accumpagna”

© Alan Holdren / ACI Prensa
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Il pontefice sarà nella città partenopea il 21 marzo. E ha deciso di voler dialogare con la gente

Un inno all'integrazione, alla solidarietà, al bene comune. La periferia napoletana che incontrerà il 21 marzo Papa Francesco è anche questa. A Scampia, a qualche centinaio di metri dalle famigerate vele accade un qualcosa di unico grazie all'operato dei Fratelli delle scuole cristiane, delle suore, dei gesuiti. L'educazione è il motore di un cambiamento che avvolge piccoli scolaretti dell'asilo, bambini di elementari e medie e ragazzi delle superiori. 

DA PIAZZA DI SPAGNA A SCAMPIA
Agensir (2 marzo) racconta che qui, da cinque anni, gli studenti della Roma bene incontrano i loro coetanei napoletani. Da un lato gli alunni del liceo San Giuseppe De Merode, con sede a Piazza di Spagna, in pieno centro storico nella Capitale. Dall'altro gli alunni speciali di "Casa Arcobaleno", allontanati dalla scuola perché non sono riusciti a diplomarsi. Le due strutture sono gestite dai Fratelli delle scuole cristiane, che hanno promosso questa sorta di gemellaggio. Si incontrano due volte all'anno, a febbraio e a giugno: la "upper class" studentesca romana si mette a disposizione degli scolari napoletani.

UN'ESPERIENZA CHE ARRICCHISCE 
Un'esperienza che arricchisce entrambe le parti, che «ti cambia la testa per sempre», come assicurano Eleonora e Francesco, due veterani capitolini, e ti fa dire, come scrive Emanuele in una lettera riconoscente: «Voi mi avete regalato l’infinito di bene». “Ema”, come lo chiamano qui, l’anno scorso era uno dei ragazzi di “Io valgo”, il progetto realizzato dai lasalliani per i ragazzi di Scampia che non ce l’hanno fatta a conseguire il diploma di scuola media, e ora hanno la possibilità di centrare l’obiettivo grazie alla "Casa Arcobaleno".

UN'OCCASIONE DI LAVORO
I lasalliani non operano da soli: i professori di questa scuola-casa sono gli educatori della cooperativa sociale “Occhi aperti”: «Quest’anno – dice fratel Enrico al Sir – abbiamo dato lavoro a 19 persone». C’è Diletta, la “terapista occupazionale” che fiuta i talenti lavorativi dei ragazzi, Paola che fa lezione di biologia e aiuta i ragazzi a coltivare un “orto sinergico”, Fabio che insegna l’arte della fotografia, Carmela che tiene laboratori creativi per le ragazze con materiali di riciclo, Pippo che tutti chiamano “o’ boss” per le sue riconosciute capacità organizzative. Ma la lista è molto più lunga. 

LE SUORE TRA PERIFERIA E BIMBI ROM
Per i più piccoli, invece insieme ai fratelli lasalliani collaborano le suore. Se i primi pensano agli adolescenti, le suore si occupano dei piccoli del nido “Il giardino dai mille colori”, abitato la mattina da bimbi rom e napoletani da 0 a 3 anni, e al pomeriggio dai bambini delle scuole elementari. Sono 80 gli ospiti del “Giardino”, di cui 20 rom del campo di Giugliano, appena a a nord di Scampia.

IL PAPA VUOLE PARLARE AI NAPOLETANI
Da queste parti c'è voglia di poter parlare con Papa Francesco, di dialogare con il Santo Padre per raccontargli che c'è una Napoli che vuol svoltare. E in tal senso le parole del cardinale Crescenzio Sepe, reduce dal ritiro di Ariccia con Bergoglio, sono molto incoraggianti. «Papa Francesco è affascinato da Napoli e ha chiesto lui stesso di voler parlare con la gente. Ha deciso di voler ricevere domande direttamente dai fedeli. Le accoglierà in ognuna delle tappe della sua visita e risponderà personalmente ad ognuna delle persone» (Il Mattino, 2 marzo). 

"A MARONNA T'ACCUMPAGNA"
Il porporato ha raccontato di un aneddoto curioso che testimonia ancora più il legame emotivo tra il Papa e Napoli. «Mi ha chiesto la pronuncia corretta della frase ’a Maronna t’accumpagna, quella che io uso spesso quando mi rivolgo ai fedeli. Credo che voglia usarla anche lui per accomiatarsi da Napoli. È un segnale importante – ha sottolineato Sepe – il Santo Padre vuol parlare a Napoli con le parole di Napoli».

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