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Perché l’amicizia tra Frodo e Sam dovrebbe essere gay?

© Public Domain

don Fabio Bartoli - La Fontana del Villaggio - pubblicato il 26/02/15

Perché ci imbarazziamo nel manifestare i nostri sentimenti?

Leggete questa pagina dal Signore degli Anelli, è il momento emozionante in cui Sam ritrova Frodo che credeva essere stato ucciso dagli orchi:

“Era nudo, e giaceva come privo di sensi su di un cumulo di luridi cenci: teneva alto il braccio, coprendosi la testa, e sul suo fianco vi era una brutta ferita da frusta. «Frodo! Caro signor Frodo!», gridò Sam quasi accecato dalle lacrime. «Sono Sam, sono arrivato!». Sollevò leggermente il padrone stringendoselo al petto. Frodo aprì gli occhi. «Allora non stavo sognando quando udii cantare laggiù e cercai di rispondere. Eri tu?» «Ero proprio io, signor Frodo, avevo quasi perduto la speranza. Non riuscivo a trovarvi.» «Ebbene, ora ci sei riuscito, Sam, caro Sam» disse Frodo, appoggiandosi alle sue braccia e chiudendo gli occhi come un bambino i cui incubi notturni sono stati allontanati da una mano o da una voce amata. Sam sentì che avrebbe potuto rimanere per sempre così, in un’eterna felicità; ma non era permesso. Non era sufficiente per lui aver ritrovato il padrone, doveva ancora cercare di salvarlo”.

Un’emozione così intensa, descritta da Tolkien con una vivacità imbarazzante, non può che essere comunicata con il tatto, nessun altro dei sensi offre strumenti adeguati a lasciar passare tanto amore. E infatti anche Frodo e Sam si abbandonano in questo lungo abbraccio che avrebbe potuto essere, dice Tolkien, per sempre.

Non trovate imbarazzante una manifestazione di sentimenti così aperta? Non c’è qualcosa di eccessivo, di patetico? Ma dai, l’abbraccio di un amico che diventa un momento di felicità eterna? D’accordo, non è un momento qualunque, anzi è forse il momento più alto di questa bellissima storia di amicizia che è il Signore degli Anelli, e tuttavia credo che al nostro gusto moderno queste parole possano suonare melense, quasi imbarazzanti, come se esponessero una parte di noi che preferiremmo tenere nascosta.

Tanto che non manca chi interpreta l’amicizia tra Frodo e Sam in chiave omosessuale.

A me sembra che la gente abbia sviluppato una sorta di fobia del contatto fisico. Sarà perché passiamo ore e ore pressati come sardine nella Metro, abbracciati a perfetti sconosciuti, sarà perché le emozioni forti ci fanno paura e le desideriamo al tempo stesso, sarà per una sorta di pansessualismo imperante, per cui ogni contatto fisico viene interpretato in chiave erotica, sarà perché non siamo più capaci di immaginare un amore che non sia possesso, che non voglia in fin dei conti soddisfarsi con l’altro, ma mi sembra che nessuno più si faccia toccare volentieri. Specialmente tra maschi. Le donne tutto sommato ancora si toccano abbastanza tra loro, probabilmente perché più di noi sono in contatto con i loro sentimenti. Così, ad esempio, non sarà strano vedere due donne tenersi per mano, molto più raro vederlo fare a due uomini.

Credo che questo abbia a che fare con l’idea che la manifestazione dei sentimenti sia una debolezza, se alle donne quindi è concesso “in default” di apparire deboli, l’uomo non può permetterselo mai. L’uomo è un guerriero, un combattente, non dovrebbe perdere tempo in queste frivolezze…

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Tags:
john ronald reuel tolkien
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