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L'“altra” Guadalupe e com'è stata trovata miracolosamente

© Jose33luis

Enrique Chuvieco - pubblicato il 25/02/15

L'immagine della località spagnola precede quella venerata in Messico

Migliaia di persone si danno appuntamento ogni anno nel monastero di Guadalupe l'8 settembre per festeggiare quella che il re Alfonso XIII ha definito nel 1928 la “Regina delle Spagne o dell'Ispanicità” e che è il precedente dell'invocazione alla Madre di Dio venerata in Messico e in tutta l'America Latina.

L'immagine della piccola località dell'Estremadura risale alla fine del VI secolo come dono del 60° papa, Gregorio Magno (540- 604), al vescovo Leander di Siviglia. Secondo la leggenda, la scultura della Vergine di Guadalupe è stata trovata nel 1326 dopo oltre 600 anni dal pastore Gil Cordero, che cercava una mucca perduta e si imbatté in una Signora radiosa che gli indicò dove poteva collocare la statua, nascosta dai cristiani della zona durante l'occupazione musulmana.

All'inizio i credenti cominciarono a venerare la sua immagine in un piccolo eremo, custodito dal sacerdote Pedro García. In seguito, nel 1340, il re Alfonso XI fece costruire il monastero, creando un priorato secolare. Anni dopo, il santuario venne affidato all'ordine di San Girolamo, che dovette abbandonarlo nel 1835 a causa dell'alienazione dei beni.

In questo modo divenne parrocchia secolare della diocesi di Toledo fino all'arrivo, nel 1908, dei francescani, che si sono fatti carico del monastero e del santuario e continuano ad occuparsene. L'attribuzione alla diocesi di Toledo è il motivo per il quale il primate di Spagna, che risiede in questa città, presiede gli atti in onore della Madonna nel giorno della sua celebrazione. I vescovi dell'Estremadura hanno chiesto con gentilezza ma anche con determinazione alla Santa Sede che Guadalupe dipenda dalle diocesi extremeñas.

Centro di pellegrinaggio

Come Santiago de Compostela, Guadalupe è un centro di pellegrinaggio importante in Spagna. Il suo protagonismo è stato avvalorato dai Re Cattolici e dagli esploratori che si sono recati in America nel XV secolo, come Cristoforo Colombo o Hernán Cortés. In seguito si sono recate sul posto persone di ogni condizione e stato. Tra i visitatori che hanno pregato davanti alla Virgen morena, il pittore El Greco, lo scrittore Cervantes, il poeta Unamuno e più di recente papa Giovanni Paolo II.

La Vergine è stata intagliata in legno di cedro policromo nel XII secolo in base ai canoni romanici, è alta 59 centimetri e pesa quattro chili. È rappresentata seduta con il bambino Gesù sulle gambe. Gesù è alto 23 centimetri e pesa 200 grammi. Dopo che la mano destra del bambino è andata perduta, nel XVI secolo ne è stata fabbricata una d'argento.

La storia e il protagonismo del Santuario hanno portato varie istituzioni e associazioni, come quella degli Amici del Cammino Reale di Guadalupe, a promuovere azioni per recuperare il percorso che univa Madrid e Toledo a questa enclave. Entrambe le strade confluiscono nella località toledana di La Mata, da dove parte l'unica via di pellegrinaggio fino a completare 257 chilometri di storia, arte, cultura e paesaggio.

Nel percorso, si passa per Aranjuez, Toledo, Talavera de la Reina, Torrijos, Oropesa, Alcolea del Tajo, Puente del Arzobispo, Villar del Pedroso, Navatrasierra, e nel cerro de Altamira il bell'eremo in stilemudéjar dell'Humilladero, da dove molti – come accade con il Monte del Gozo nelle immediate vicinanze di Santiago de Compostela – intravedono il profilo del monastero di Guadalupe.

Un tempietto unico al mondo

Il cenobio è Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO dal 1993 e luogo “Pontificio” per concessione di papa Pio XII nel 1955. Nei suoi sette secoli di storia, ha incrementato il proprio patrimonio con una splendida biblioteca e cappelle musicali. È stato un luogo di lavoro per molti monaci nel corso dei secoli, e i frutti sono lo Scriptorium di libri miniati o “illuminati”, i laboratori di ricamo e di oreficeria, gli ospedali reali, la farmacia e le opere artistiche. Custodisce sculture e dipinti di Juan de Flandes, Zurbarán, Goya, Juan Correa de Vivar, Nicolás Francés, Egas Cueman, Pedro de Mena e El Greco, tra gli altri.

La varietà e diversità degli stili architettonici – spiccano il tempio, il chiostro mudéjar e il tempietto, quest'ultimo unico al mondo – dimostrano la sua rilevanza in epoche passate per il rapporto con i Re Cattolici e l'evangelizzazione e la conquista dell'America.

C'è anche una foresteria per accogliere i pellegrini e coloro che vogliono trascorrere dei giorni di silenzio e riflessione tra le sue mura secolari.

Nel Nuovo Mondo

Non è del tutto certo, ma il nome Guadalupe si scomporrebbe in lingua arabica in Guad-al-upe, che significa “fiume nascosto”.

La sua invocazione si è incarnata nel 1521 in Messico quando Juan Diego ha spiegato il suo mantello con l'immagine della Madonna davanti al vescovo Zumárraga.

Si crede che nell'apparizione a Juan Bernardino, lo zio malato di Juan Diego, Nostra Signora abbia usato il termine azteco (nahuatl) coatlaxopeuh, che si pronuncia “quatlasupe” e suona molto simile alla parola Guadalupe in spagnolo. "Coa" significa serpente, "la" l'articolo "la", mentre "xopeuh" significa schiacciare, per cui la traduzione sarebbe “colei che schiaccia il serpente”.

Nel corso dei decenni, l'importanza del santuario messicano è aumentata, e oggi sono milioni i pellegrini che accorrono a pregare la Vergine da ogni parte del mondo. Tutto è iniziato in un paesino della Spagna che attualmente ha poco più di 2.000 abitanti: Guadalupe.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
madonna di guadalupesantuarivergine maria
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