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Osanna Yeah

© Ronaldo Correia

Paola Belletti - La Croce - Quotidiano - pubblicato il 23/02/15

I figli e la messa, una difficile convivenza o una bella sfida educativa?

Se guardando le vetrate istoriate-astratte (istoriastratte?) color verde mare e arancio di una chiesa moderna Isabella urla a favore di tutti i fedeli presenti “guarda mamma ci sono le Winx”. Se al “Santo o-o-o-o-o-o Santo- Osa-a-a-a-nnnnnnnna, Osanna eh! Osanna eh!” Margherita si lancia in una coreografia un po’ rock un po’pop nel corridoio e chiude il canto con “Osanna nell’arco dei cieli” e la mossa che usa Violetta nei finali di performance.

Se la stretta di mano del segno della pace assomiglia al gioco della bottiglia senza bacio e il coretto che già urla un po’ viene amplificato come alla festa di fine liceo. Se al minimo aumento del livello di pathos nell’assemblea parte all’unisono il desiderio di applaudire tutt’insieme-dai (e comunque il Padre Nostro diciamolo per mano edddai che tti costa?!). Se in tanti pensano che il grosso della celebrazione sia l’omelia e finita quella se ne vanno con una mezza piroetta  e uno strano geroglifico gestuale fatto sul petto, forse abbiamo un problema.

Io ne ho tanti.

Di sicuro ho un grossissimo problema di contegno delle figlie durante la Messa che finora ho controllato con minacce verbali e  intense strette alle braccia perché il più classico scappellotto si noterebbe. Che poi subito ripenso tra me e me: “ma che caspita sto insegnando loro se le costringo con la forza a stare buone?”

Aspetto un upgrade di competenze psicoeducativopedagogicogenitoriali, avrò il sistema operativo un po’ desueto. E pure il vocabolario. Desueto: alzi la mano chi usa questo aggettivo non in stato di  trance. Aspetto di migliorare il mio “funzionamento genitoriale e di misurarne l’efficacia affinché anche da adolescenti i miei figli mi riconoscano come genitore” (espressione quasi  testuale sentita  con tutte e due le mie orecchie durante una trasmissione radio tipo “l’esperto risponde” ..a caso – aggiungerei ).

Nel frattempo vado alla vecchia e mi pento e mi dolgo molto con tutto il mio scalcagnato cuore e mi sforzo di non farlo più e di ingegnarmi nell’ amarle amorevolmente. Comunque a Messa si sta fermi. Fermaaaaaaaa  – urlo afona a  Margherita – non si balla. E Il presepe lo guardi dopo.

Sì certo che ci sarà Gesù Bambino, è il Protagonista. Eh, lo so che il nostro stamattina era sparito e ti eri giustamente preoccupata, ma Isabella ci ha rassicurato quasi subito informandoci che era andato a fare il bagno dalla zia, la Lavandaia.

Poi lo zio , il Soldato Romano, lo avrebbe riaccompagnato a casa. Alla capanna.  Quella fatta a mano dal papà Matteo con alcuni ceppi del camino che non avremo mai e che giacciono in garage (ma Dio dispone tutto nella Sua infinita saggezza. Però sinceramente cos’è che ci fanno dei ceppi di legna da ardere nel nostro garage da qualche anno? ) e che gli è costata un’infiammazione al gomito dall’Immacolata a S.Lucia. (5,6 giorni, per farla breve). Che c’è ancora? A no sta partecipando ora: “Annunciamo la Tua morte Signore proclamiamo la Tua Resurrezione nell’attesa della Tua Avventura”.

Brava Marghe, ci siamo quasi.

E tu Martina restami un po’ più di basso profilo, per cortesia.  Non è che mentre sono impegnata a digrignare i denti per tenervi a un livello seppur infimo  di presentabilità tra i banchi della chiesa, proprio oggi che abbiamo azzardato e non siamo là in fondo contro il muro e vicino all’uscita come dei derelitti ma addirittura ci siamo messi tra le genti civili, mi puoi chiedere così a bruciapelo: “Perchè Gesù vuole che noi Lo mangiamo e che beviamo il Suo sangue? Ma poi è  contento di entrare in tutte le persone?”

Ragazze, meno gioia di vivere per favore, un po’ più di opacità , poche domande sul senso ultimo delle cose e soprattutto restate composte.

Scherzo, siete perfette.

QUI L'ORIGINALE

Tags:
liturgia
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