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15 curiosità sul calendario gregoriano

Chikache

Aleteia - pubblicato il 23/02/15

Nel 1582, papa Gregorio XIII istituì il calendario come lo conosciamo oggi

1 – Fino all'anno 46 a.C., a Roma era in vigore un calendario diviso in 355 giorni, distribuiti in 12 mesi. Questa struttura dell'anno civile comportava notevoli problemi nel corso del tempo: le stagioni dell'anno si verificavano in date diverse, perché il calendario non corrispondeva all'anno solare.

2 – Nel 46 a.C., Giulio Cesare decise di riformare il calendario per adattarlo al tempo naturale. La riforma giuliana ebbe due tappe: nella prima si stabilì che l'anno 46 a.C. avrebbe avuto 15 mesi e un totale di 455 giorni per compensare lo sfasamento (rimase noto ai romani, e con piena ragione, come l'“anno della confusione”). La seconda tappa della riforma consistette nel fatto di adottare, a partire dal 45 a.C., un anno composto da 365 giorni e 6 ore, diviso in 12 mesi. Per compensare le 6 ore eccedenti di ogni anno, sarebbe stato incluso un giorno in più a febbraio ogni 4 anni. 

3 – La riforma giuliana migliorò la situazione, ma lo sfasamento tra l'anno del calendario e l'anno naturale rimaneva, per via del movimento ellittico che la Terra fa intorno al Sole. Nel XV secolo, ad esempio, il calendario giuliano era già in ritardo di circa una settimana in relazione al Sole. L'equinozio di primavera nell'emisfero nord cadeva intorno al 12 marzo anziché il 21.

4 – Nel 1545 il Concilio di Trento stabilì delle modifiche nel calendario ecclesiastico. Dopo decenni di studio e calcoli astronomici, papa Gregorio XIII istituì il nuovo calendario nel 1582 mediante la bolla Inter gravissimas per adeguare la data della Pasqua all'equinozio di primavera nell'emisfero nord. In omaggio al papa, il nuovo calendario venne chiamato gregoriano.

5 – Questo aggiustamento implicò la soppressione di 10 giorni del mese di ottobre di quell'anno: dal 4 ottobre 1582 si saltò al 15 ottobre.

6 – Oltre a ciò, i giorni bisestili che fossero caduti negli anni centenari (quelli che terminavano in 00, come il 1700) sarebbero stati ignorati, a meno che gli anni in questione non fossero stati divisibili in modo esatto per 400 (come il 1600 e il 2000). Questa regola sopprimeva tre anni bisestili ogni quattro secoli, lasciando il calendario gregoriano sufficientemente preciso ed eliminando il ritardo di tre giorni ogni 400 anni che avveniva nel calendario giuliano.

7 – Malgrado l'aggiustamento negli anni bisestili, l'anno del calendario gregoriano ha ancora 26 secondi in più rispetto al periodo orbitale della Terra. Questa mancanza, tuttavia, accumula solo un giorno in più ogni 3.323 anni.

8 – Paesi cattolici come l'Italia, la Spagna, il Portogallo e la Polonia adottarono il cambiamento immediatamente, così come la parte cattolica dei Paesi Bassi. In Francia, Enrico III decretò l'aggiustamento nello stesso anno, ma a dicembre.

9 – I Paesi a maggioranza protestante, tuttavia, rifiutarono il cambiamento. Le zone protestanti della Germania e dei Paesi Bassi hanno adottato il nuovo calendario solo nel 1700. L'astronomo Giovanni

Keplero arrivò ad osservare che questi Paesi preferivano “essere in disaccordo con il Sole che essere in accordo con il papa”.

10 – I Paesi ortodossi hanno adottato il calendario gregoriano solo all'inizio del XX secolo. In Russia, ad esempio, il nuovo calendario venne introdotto nel 1918.


11 – In Europa, gli ultimi Paesi ad adottare il calendario gregoriano sono stati la Grecia, nel 1923, e la Turchia, nel 1926. Prima, come parte dell'Impero Ottomano, in queste regioni si seguiva il calendario musulmano, che ha base lunare.

12 – L'adozione progressiva del calendario gregoriano da parte dei vari Paesi, anche nel mondo cristiano, provoca una certa confusione nella datazione di eventi storici avvenuti tra i secoli XVI e XX.

13 – Per praticità, il calendario gregoriano è oggi adottato per definire l'anno civile in praticamente tutto il pianeta. Questa unificazione, che facilita il relazionamento tra i Paesi, è dovuto in gran parte all'esportazione storica degli standard europei nel resto del mondo.

14 – Alcuni popoli, tuttavia, conservano in parallelo altri calendari per usi religiosi o per questioni di tradizione. Il 2015 del calendario gregoriano corrisponde, ad esempio, all'anno 2559 nel calendario buddista, al 5775–5776 nel calendario ebraico, al 2071–2072 nel calendario induista Vikram Samvat, al 1937–1938 nel calendario induista Shaka Samvat, al 5116–5117 nel calendario induista Kali Yuga, al 1393–1394 nel calendario iraniano e al 1436–1437 nel calendario islamico.

15 – Ancora oggi, le Chiese ortodosse d'Oriente utilizzano il calendario giuliano per determinare la data della Pasqua, che per questo motivo non corrisponde quasi mai alla data della Pasqua cattolica.


[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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