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Che cos’è la cardiognosi?

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Chi ha avuto questo carisma nella storia della Chiesa?

Nozione. I greci chiamavano cardiognosi il dono della conoscenza del cuore; il termine deriva appunto dal greco cardia = cuore e gnosis = conoscenza, e indica quindi la conoscenza dei segreti del cuore. Si tratta della facoltà di cogliere intuitivamente i segreti dei cuori, di comprendere le profondità nascoste di cui l’altro non è consapevole. Questa dimensione è più di ordine spirituale che psicologica; infatti essa è il frutto della grazia. 

Esempi. La storia della mistica ricorda molti casi di cardiognosi. Il termine è stato usato dai cristiani orientali per indicare le intuizioni del cuore umano e nel cuore umano le sue aspirazioni verso Dio, il quale vede nei cuori e non giudica secondo le apparenze esterne (cf 1Sam 16,7; Ger 20,12). Un riferimento implicito si può ritrovare in Proverbi 27,19: «Come nell’acqua il viso riflette il viso, così il cuore dell’uomo rivela l’uomo». Gesù stesso conosceva i segreti del cuore umano (cf Mc 2,6-8; Gv 2,25). Il penetrare nell’«interno dei cuori» (1Pt 3,4) è compito del direttore spirituale. Il francescano san Giovan Giuseppe della Croce, noto direttore di coscienze, ebbe dal Signore tale carisma. Anche Mariam Baouardy (la piccola araba), il Curato d’Ars e san Pio da Pietrelcina possedevano il dono della cardiognosi. 

Interpretazione del fenomeno. Questo dono soprannaturale è spesso descritto come la percezione della luce interiore di Cristo. Nella Salita del Monte Carmelo [1] san Giovanni della Croce parla di questo dono e ne spiega il contenuto: «… affermo che le persone perfette, o quelle perlomeno che fanno progressi nella perfezione, comunemente ricevono illuminazioni o conoscenze sulle cose presenti e assenti. Tale grazia viene accordata attraverso una luce che si comunica al loro spirito già illuminato e purificato. A tale riguardo possiamo ascoltare il seguente brano del libro dei Proverbi: Quomodo in aquis resplendent vultus prospicientium, sic corda hominum manifesta sunt prudentibus: Come nelle acque appare il volto di coloro che vi si specchiano, così i cuori degli uomini sono conosciuti dalle persone prudenti (Pr 27,19)… Occorre sapere che le persone, il cui spirito è del tutto purificato, possono, chi più chi meno, con molta facilità e naturalezza conoscere ciò che è nel cuore o nell’intimo dell’anima, le inclinazioni e le qualità degli altri. Tali persone conoscono tutto questo attraverso indizi esterni, anche minimi, come possono essere le parole, i movimenti o altri segni. Come il demonio, perché spirito, ha questo potere, così anche la persona spirituale lo possiede, come dice l’Apostolo: Spiritualis autem iudicat omnia: L’uomo spirituale giudica ogni cosa (1Cor 2,15). Altrove aggiunge: Spiritus enim omnia scrutatur etiam profunda Dei: lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio (1Cor 2,10). Da ciò si deduce che le persone spirituali non possano conoscere i pensieri e il fondo dei cuori per via naturale, ma solo con l’aiuto della luce soprannaturale o per indizi. Se, poi, in questi ultimi casi sovente possono sbagliarsi, la maggior parte delle volte indovinano. Tuttavia, non bisogna fidarsi né dell’uno né dell’altro mezzo di conoscenza, perché il demonio s’intromette con molta facilità e astuzia, come dirò subito. È opportuno, quindi, rinunciare sempre a tali comunicazioni e conoscenze». 

R. Di Muro 

—–
1 Giovanni della Croce, Salita del Monte Carmelo, II, 26, 13-14. 

[Tratto da Luigi Borriello e Raffaele Di Muro, "Dizionario dei fenomeni mistici cristiani", Ancora Editrice]

 

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