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Le donne spiegano il Vangelo

© Slices of Light - CC
https://www.flickr.com/photos/justaslice/2793598157
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In un nuovo libro, i Vangeli tradotti e commentati da quattro bibliste

“In virtu del loro genio femminile, le teologhe possono rilevare, per il beneficio di tutti, certi aspetti inesplorati dell’insondabile mistero di Cristo”. Lo ha affermato papa Francesco, e la casa editrice Àncora ha messo in atto questo pensiero promuovendo un testo in cui si presentano per la prima volta la traduzione e il commento dei Vangeli ad opera di quattro bibliste.

Le esperte sono Rosalba Manes, Annalisa Guida, Rosanna Virgili e Marida Nicolaci, e la loro opera mette in luce la presenza ormai affermata e qualificata delle donne nella conoscenza e competenza della Bibbia, nonché nella docenza e nella ricerca delle Scienze ad essa consacrate, fenomeno piuttosto recente e ancora sconosciuto a molti.

Nella Chiesa cattolica, ricorda nella presentazione Rosanna Virgili, la materia teologica – e quindi quella biblica – è stata per secoli appannaggio del clero, dunque del genere maschile, rimanendo difficilmente accessibile, quando non addirittura preclusa, alle donne. Con il Concilio Vaticano II, la restituzione della Bibbia al popolo di Dio ha contemplato anche i religiosi e i laici, e quindi le donne, permettendo loro di accostarsi agli studi esegetici e più in generale a quelli teologici negli istituti di formazione accademica, come le università pontificie e le facoltà teologiche.

Finalmente la donne “prendono la Parola” nella Chiesa, novità che ha avuto e continua ad avere “la forza di una rivoluzione, destinata a generare cambiamenti radicali nella Chiesa cattolica e, auspicabilmente, anche nelle società dove essa vive”, sottolinea la Virgili.

A una passione di rara intensità che generalmente mostrano per la Scrittura, le donne uniscono il rigore scientifico custodito da un impegno diligente e tenace, aggiungendo “una capacità di intuizione speciale nella comprensione e l’impatto con la profonda e complessa esperienza umana e spirituale che la Bibbia contiene e con l’espressione letteraria con cui essa si consegna”.

Trattandosi di una scrittura sapienziale, infatti, la Bibbia si presenta “particolarmente consona all’intelligenza femminile che è fatta di buon senso, intelletto, capacità di discernimento e saggia decisione”.

Il testo delle quattro teologhe presenta delle importanti novità a livello sia di traduzione che di commento. Quanto al primo aspetto, si evidenzia una resa del sottostante testo originario greco in una lingua italiana corrente e comprensibile a tutti, evocativa di esperienze che il lettore può spontaneamente confrontare con le proprie, ma anche attenta a rendere con massima fedeltà, competenza e arte la ricchezza del linguaggio evangelico, dalle sue arcate narrative alle pieghe più sottili delle sue antiche parole. Riguardo il commento, lo stile è fluido, la scrittura semplice e chiara, espressione di una sensibilità profonda verso i contenuti che passano attraverso un’analisi filologica e formale, redazionale e simbolica, consapevole e accurata, pregnante di notizie storiche, oltre che di letture teologiche e di un vasto panorama di interpretazioni sapienziali e spirituali.

Come fil rouge, l’intenzione di far emergere la bellezza della narrazione evangelica, la sua organicità letteraria e la forza del messaggio della fede cristiana.

Sull’onda delle parole di papa Francesco sulla necessità che la Chiesa esca verso le periferie, quest’opera può essere interpretata innanzitutto proprio come un atto di “uscita”, visto che i suoi destinatari sono certamente i cristiani, cattolici e delle altre confessioni, ma anche i diversi credenti che abitano le nostre società e i non credenti, gli agnostici, gli atei o chi non si pone alcuna domanda neppure sul senso religioso.

In questo contesto, il testo “vuole aprire una finestra su quella periferia stupenda che è lo spaccato del Vangelo stesso. Periferia che parla alle periferie, Galilea delle genti restituita alle genti. Linguaggio popolare che torna a farsi interprete del linguaggio popolare, cioè capace di farsi comprendere da ciascuno 'nella lingua nativa' (At 2,6)”.

“Questo impatto vuole essere promosso da una terza 'periferia': quella delle donne nella Chiesa, ma anche e ancora, in moltissimi casi, nella società civile; quella delle tante donne laiche che lavorano e impiegano un autentico ministero al servizio della Comunità umana, civile ed ecclesiale, non sempre adeguatamente riconosciuto e non senza un oneroso carico di difficoltà e di resistenze; ma anche quella delle donne consacrate – religiose o laiche – che per secoli sono state escluse da qualsiasi forma di approccio allo studio della Bibbia e destinate esclusivamente ai servizi materiali nella Chiesa”.

Le sezioni del volume dedicate a ogni Vangelo si aprono con una “mappa per orientarsi”, che riporta i titoli dei capitoli e delle pericopi maggiori, con la relative pagine. I titoli di capitoli e pericopi non sono “neutri”, ma fortemente caratterizzati, per dare al lettore una prima chiave interpretativa. Il testo evangelico è in genere proposto per capitoli interi. Segue il commento, anch’esso articolato capitolo per capitolo.

Il libro è arricchito dal saggio “Profumo di donna”, dedicato alle presenze femminili nei Vangeli, che spicca soprattutto il mattino di Pasqua. È infatti una donna, Maria di Magdala, la prima a credere nel Signore risorto. “Una fede concreta, poiché fattasi subito annuncio. Una fede che si incarna come parola e, dalla vista del sepolcro, proietta la visione del Risorto”.

“Nei Vangeli tutto nasce la mattina di Pasqua e l’esperienza della Pasqua è l’oggetto della fede cristiana, di cui 'sacerdoti' e profetesse, cioè canali di trasmissione e grido di gioia, sono le donne”. “Testimone della risurrezione, la donna diventa apostola e poi simbolo della Chiesa”.

[Visita il sito: www.vangelialfemminile.com]
 

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