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In cammino con Frassati, il beato che pregava tra sentieri e montagne

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"Il Quinto Spirito" ne racconta il modo di vivere la spiritualità che intrecciava preghiera e amore per la montagna

Un film-documentario ispirato alla figura del beato Pier Giorgio Frassati. Un uomo di una spiritualità assolutamente singolare, che intreccia fede e preghiera con la sua grande passione: la montagna.

QUEGLI INCONTRI TRA I MONTI
"Il quinto spirito" è la storia «di un cammino tra segni, dei segni che chiamano a delle salite, salite e sentieri che si inerpicano sui monti – spiega il regista Marco Santinelli – Un uomo da solo segue quei segni, altri tre compagni lo affiancano su questi sentieri: ed ecco, l'apparizione di uno sconosciuto, nuovo compagno di strada. Un giovane (Pier Giorgio ndr), che anch'egli ricerca, ma anche un uomo, che sa rispondere ed intanto prega, lasciando nuovi segni. È il quinto che appare – il quinto spirito di un uomo di grazia, o il quinto spirito d'una via materiale ancora e sempre da percorrere, o ancora, il quinto spirito delle vie contemplative da riconquistare».
 

UN FUTURO DA INGEGNERE
Per comprendere il film-documentario è dunque necessario comprendere il cammino di Pier Giorgio, che nasce a Torino il 6 aprile 1901 in una famiglia dell’alta borghesia; il padre, Alfredo, è giornalista e proprietario de La Stampa. Affascinato dal Vangelo e ispirato da Cristo, il giovane si spende per i più bisognosi. Sceglie di studiare ingegneria meccanica con specializzazione in mineraria per poter lavorare al fianco dei minatori della zona (una delle classi sociali più disagiate di quel tempo), e vuole tentare di migliorare le loro condizioni di lavoro (sanvincenzoitalia.it).

TRA AZIONE CATTOLICA E FUCI
Pier Giorgio vive il suo cammino di fede nell’Azione Cattolica, frequenta la Fuci durante il periodo universitario e si iscrive al terz’ordine domenicano. Per descrivere il suo percorso di fede occorre approfondire il suo amore per lo sport, in particolare per la montagna (Azionecattolica.it). L’abilità sportiva dello scalatore è paradigma della spiritualità di Pier Giorgio; la sintesi tra vita contemplativa e vita attiva trova un felice slogan nella sua regola Verso l’alto, che indica un continuo esercizio di crescita, di ricerca, di allenamento.

LA METAFORA DELLA MONTAGNA
L’intreccio tra preghiera, partecipazione ai sacramenti, lettura della Parola ed esercizio della carità si misura attorno all’intensità di questa tensione a crescere, a “salire”. La montagna in questo senso è metafora straordinariamente chiara per spiegare la spiritualità laicale, il movimento parte perché è la vetta che ti “chiama”, ma anche il cammino diventa passo dopo passo più gustoso; non mancano certo gli ostacoli e gli scoraggiamenti tra una roccia particolarmente pericolosa e un sentiero che sembra bloccato.

SANTITA' COME VOCAZIONE PER TUTTI
Pier Giorgio muore molto giovane, a soli 24 anni, per una grave malattia. Il 20 maggio 1990 Papa Giovanni Paolo II lo proclama beato. La sua vita, si legge ancora su Azionecattolica.it, ci incoraggia e ci dona una certezza: la santità non è cosa per pochi eroi, ma una vocazione per tutti. Siamo invitati a vivere anche oggi questo dinamismo verso l’alto. Pier Giorgio ci ispira fiducia perché ci ricorda che se a volte siamo scalatori un po’ affannati comunque è sempre l’Altezza che in ogni epoca storica e in ogni vissuto personale affascina e chiama.
 

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