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Padre Aloysius Schwartz, ucciso dalla Sla, sarà presto beato

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Ha raccontato in un libro la sua sofferenza, accogliendo la malattia con dignità e lottando per la vita finchè ha potuto

«Alcuni malati di Sla collegati a macchinari salvavita sono considerati degli eroi. Vengono additati come modello di coraggio, determinazione e di voglia di vivere. Questo è un punto di vista. Ma un'argomentazione altrettanto forte vale per l'opposto. Si può sostenere che sia coraggioso, eroico e nobile anche accettare la morte con calma, dignità e serenità. Tuttavia le persone a me più vicine, e precisamente le Sisters of Mary, sembrano tutte avvertire con forza che dovrei aggrapparmi alla vita per quanto possibile, anche se potessi farlo solo con le unghie dei miei mignoli. A volte mi fanno pensare che scegliere un altro atteggiamento potrebbe essere interpretato come un comportamento codardo».

Con queste parole padre Aloysius Schwartz raccontava la sua malattia. Il sacerdote americano, lo scorso 23 gennaio, è stato riconosciuto dalla Chiesa con il titolo di “venerabile”, passo intermedio verso la beatificazione. Padre Aloysius negli ultimi anni tre anni della sua vita sperimentò personalmente tutto il calvario che la Sla comporta, descrivendolo in un libro intitolato significativamente “Killing Me Softly”, Uccidendomi lentamente (Vatican Insider, 10 febbraio).

LA FATICA DELLA SOFFERENZA FISICA
Nonostante il dramma, ha deciso di vivere con dignità, lottando finchè ha potuto contro la malattia irreversibile, con pensieri ben lontani da eutanasia e suicidi assistiti. Vivere per raccontare come anche sia possibile la convivenza con la terribile Sla, acronimo di Sclerosi laterale amiotrofica che paralizza man mano ogni nervo del corpo. Il sacerdote è diventato così il simbolo per eccellenza della fatica della vita nella sofferenza fisica.

IL VIA LIBERA DA PAPA FRANCESCO
Anche per questo – in occasione della Giornata mondiale del malato che la Chiesa celebra oggi, 11 febbraio, ricorrenza della Madonna di Lourdes – Papa Francesco ha approvato tra i decreti sulle virtù eroiche firmati recentemente, anche quello che riguardava Padre Aloysius.

MISSIONARIO IN COREA
"Padre Al", era nato a Washington nel 1930 ed era stato ordinato sacerdote nel 1957. Sei mesi dopo la sua ordinazione sacerdotale si è trasferito in Corea come missionario, e ha vissuto una vita dedicata ad aiutare i bambini poveri. In particoolare seguì gli orfani di guerra aprendo case e scuole per loro. Arrivò ad aprire anche un ospedale, riservato a chi non aveva altri luoghi per curarsi (Vita.it, 11 febbraio)

LA CONVIVENZA CON LA MALATTIA
Nel luglio 1989 cominciò ad avvertire i primi spasmi, tre mesi dopo gli fu diagnosticata la Sla. Molto in fretta cominciarono a manifestarsi i sintomi più gravi fino a costringerlo sulla sedia a rotelle. «Ora ho pochissimo controllo dell'ambiente che mi circonda – scriveva -. Ho perso completamente la mia indipendenza e quanto pensiamo sia la nostra dignità. Tuttavia non lo trovo devastante. Penso a Gesù, il Signore e Maestro, che aveva ogni potere in cielo e in terra e si è degnato di farsi bambino. Si è affidato totalmente alla Vergine di Nazareth». Padre Aloysius morì a Manila il 16 marzo 1992 (In terris, 11 febbraio).

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