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Cattolici pronti a contestare le unioni civili al Senato

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A Roma si "festeggia" il registro sulle unioni civili. Ma la Cassazione boccia nuovamente il matrimonio gay

«Unioni civili subito dopo le riforme costituzionali ed elettorali». Lo aveva promesso ed ora Matteo Renzi è deciso ad accelerare perché, sostiene, si tratta di argomenti «in cima al programma dei millegiorni» (Il Messaggero, 10 febbraio).

SI PARTE DAL SENATO
Il percorso è ormai scandito, come spiega il quotidiano romano. Si comincerà dal Senato – subito dopo il ddl anticorruzione – con il testo sulle unioni civili già incardinato in commissione e frutto dell’intesa raggiunta nella maggioranza che ricalca il sistema in uso in Germania.

BARRICATE PER CATTOLICI PD E NCD
Se il tracciato parlamentare è ormai definito, chi potrà ostacolare il disegno di legge, secondo la relatrice Monica Cirinnà (Pd), sono solo gli «ultracattolici», come li definisce lei a La Stampa (9 febbraio). Coloro che la deputata etichetta come veri e propri «estremisti» solo perché non sono favorevoli a spalancare le porte alle unioni civili, sarebbero «10-12 senatori del Pd» e i parlamentari del Nuovo Centrodestra.

IN AUDIZIONE "OK" ANCHE ALLE ADOZIONI
«Ma quando dicono di voler difendere la famiglia tradizionale, mi chiedo, da cosa? Se due uomini o due donne fanno un`unione civile, cosa tolgono in termini di diritti a me e mio marito?», sentenzia la Cirinnà, dimenticando che la strada delle unioni civili può spalancarne un’altra sulle adozioni.«In Audizione, psicologi dell`età infantile ci hanno spiegato che, per il bambino, l`importante è essere amato e accudito», ribatte la relatrice del ddl, facendo intendere che lei non sarebbe sfavorevole a questo ulteriore passaggio.

WEDDING DAY NELLA CAPITALE
Intanto Roma avrà il suo registro delle unioni civili. E in Campidoglio ci si prepara per un vero e proprio ‘Wedding day’. «Dal 13 febbraio sarà operativo il registro delle unioni civili e stiamo organizzando la prima registrazione collettiva con le prime 50-60 coppie», dice la consigliera di Sel Imma Battaglia. «Stiamo lavorando per organizzare il ‘Wedding day’ nella sala rossa del Campidoglio» aggiunge (Ansa, 10 febbraio).

IL FRENO DELLA CASSAZIONE
Se da un lato la Capitale si fa apripista nella pratica dei registro civili, dall’altro una sentenza della Cassazione resa nota ieri, ha respinto il ricorso di una coppia di omosessuali che chiedevano la pubblicazione del proprio matrimonio. Richiesta rigettata perché «nel nostro sistema giuridico di diritto positivo il matrimonio tra persone dello stesso sesso è inidoneo a produrre effetti perché non previsto tra le ipotesi legislative di unione coniugale» (Tempi.it, 11 febbraio).

"STATUTO PROTETTIVO PER LE COPPIE GAY"
Al tempo stesso, però, per la Cassazione occorre un «tempestivo intervento del legislatore» che attivi uno «statuto protettivo» per le coppie omosessuali. Una sentenza a due facce, insomma, sottolinea Tempi.it, che ricalca quanto già affermato dalla Corte Costituzionale l’anno scorso: da un lato si afferma che la pubblicazione delle nozze gay non è un diritto, dall’altro si preme sulla politica perché tuteli in qualche forma le unioni di tal specie.

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