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Basta morti nel Mediterraneo!

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 11/02/15

I TRAFFICANTI DI ESSERI UMANI

La celebrazione della prima Giornata internazionale contro la tratta degli esseri umani – domenica 8 febbraio, festa di S. Giuseppina Bakhita – ha messo in evidenza come il traffico di esseri umani, che è alla base delle ripetute tragedie intorno allo sbarco di Lampedusa, sia fonte di cospicui guadagni: 10 miliardi di dollari l'anno, più del commercio di droga. E' difficile che ci possa essere un arretramento spontaneo della possibilità di sfruttare i più poveri se non si prevedono forme di accesso legale in Europa. Proprio in queste ore la polizia di Stato italiana ha smantellato una rete di smistamento di profughi verso il nord Europa – con centro a Milano -, arrestando 25 persone in prevalenza di origine eritrea. Secondo le indagini, si tratta di una rete che aveva trasformato un'emergenza umanitaria in business utilizzando l'Italia come punto di passaggio per i profughi diretti verso il nord Europa, favorendone l'afflusso alla destinazione finale dai luoghi di sbarco sulle coste nazionali (ANSA 11 febbraio).

APPLAUSI PER IL PAPA, MA CHI LO ASCOLTA?

Dura presa di posizione del segretario generale della conferenza episcopale italiana, mons. Nunzio Galantino sui morti nel Mediterraneo e le decisioni dell'Unione europea: "Per l'Europa – afferma in un'intervista a Repubblica (11 febbraio) – , è evidente, le persone non sono tutte uguali. I morti non sono tutti uguali. I suoi interessi sono esclusivamente lobbistici, sulla pelle delle persone. Queste morti in mare, tragedie senza fine e senza senso, si potevano e si possono evitare, ma l'Europa nelle sue istituzioni e nel suo governo, non ha a cuore la solidarieta'". Galantino denuncia "politiche strabiche, di parte, e voglio ripeterlo, lobbistiche, che la maggior parte della gente non può comprendere nè ammettere come lecite" e sottolinea un "antieuropeismo" che non è solo quello "per me non condivisibile, della destra, dai Le Pen ai Salvini", ma "è più generalizzato se i risultati delle sue politiche arrivano a tollerare, di fatto, le morti in mare". Quando parla papa Francesco "i potenti magari applaudono", conclude il segretario della Cei – ma "poi continuano a fare ciò che vogliono. Di fatto lo ignorano".

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Tags:
papa francescotragedia lampedusa
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