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Un premio di solidarietà per le donne che donano gli ovociti

Jeffrey Bruno
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Eterologa sempre più nel caos. Le Regioni pensano ad un "rimborso" per stimolare le donazioni

Mancano le donatrici per l’eterologa e questo era ben noto. Ma che si arrivasse a pensare ad un pagamento per spronare le donne fertili a donare ovociti ha del clamoroso. 

IL PREMIO DI SOLIDARIETA’
L’espressione “premio di solidarietà” sostituisce quella di pagamento, ma la sostanza è la stessa. Denaro in cambio di materiale biologico, come scrive Avvenire (4 febbraio), cioè proprio il confine che si voleva evitare di varcare in Italia. Anche nelle intenzioni del ministero della Salute. 

PARTENZA SENZA GAMETI
La proposta arriva dal Tavolo tecnico delle Regioni sulla procreazione medicalmente assistita, che è stato inviato in queste ore agli assessori regionali. In un documento si propongono delle soluzioni per far fronte al problema della «carenza di gameti per la fecondazione eterologa, soprattutto di ovociti femminili». 

BENEFICI SU TICKET E LISTE D’ATTESA
Oltre al "premio di solidarietà", rivela il quotidiano dei Vescovi, potrebbero essere previste anche facilitazioni per le pazienti che, sottoponendosi a fecondazione omologa, volessero donare parte dei loro ovociti, come l’eliminazione del pagamento del ticket previsto e un percorso di priorità in lista d’attesa

GLI OVOCITI VALGONO 1000 EURO IN GRECIA
La logica sarebbe quella utilizzata in diversi Paesi della Ue, dove, ad esempio, è previsto per le donne donatrici “volontarie” un rimborso per la giornata lavorativa persa, che corrisponde alla mastodontica cifra di 850 euro in Spagna e ai circa 1000 euro in Grecia. Avvenire fa giustamente notare che una proposta del genere sarebbe molto allettante sopratutto per le giovani studentesse

10MILA DOLLARI PER LE DONAZIONI PRO-RICERCA
Ma non c’è solo l’Europa a far da bussola al caso italiano. Negli Stati Uniti il commercio degli ovuli è a livelli ben più avanzati e a breve si arricchirà di una ulteriore novità. Evidenzia il portale dell’Associazione Luca Coscioni, da sempre sostenitrice della fecondazione in tutte le sue forme: «Donare o, meglio, vendere i propri ovuli alle cliniche della fertilità è una prassi comune negli Usa. Cederli, al prezzo di 10 mila dollari l’uno, agli istituti di ricerca come materia prima per la donazione terapeutica finora non era possibile nemmeno negli Stati Uniti. Ma anche questo sta per cambiare»
 
PRIMA SPERIMENTAZIONE A NEW YORK  
La Commissione etica per la ricerca scientifica del Dipartimento alla salute di New York, ha già stanziato un fondo da 600 milioni di dollari per la ricerca sulle staminali nello Stato, e intende mettere a disposizione dei propri scienziati il numero più alto possibile di embrioni, indipendentemente dalla loro provenienza. La Commissione permetterà dunque ai ricercatori dello Stato di pagare fino a 10 mila dollari per ogni singolo ovulo, usando fondi statali

DONAZIONE E’ "FARDELLO" DA RETRIBUIRE
Annunciando la decisione, il Board ha precisato che tale pagamento viene visto come una somma equa per riconoscere «il considerevole fardello fisico associato al processo di donazione». «Non abbiamo trovato nessuna ragione etica per la quale una donazione a scopo riproduttivo dovrebbe essere pagata, mentre una a scopo scientifico no», ha spiegato David Hohn del Roswell Park Cancer Institute a Buffalo, New York, membro del Comitato etico.

DONAZIONI PER SCOPI RIPRODUTTIVI FINO A 25MILA DOLLARI
E’ bene ricordare che negli Usa chi offre i propri ovociti a scopi riproduttivi guadagna dai 7 mila a un massimo di 25 mila`dollari per donazione, a seconda del numero di ovuli prodotti e della qualità della donatrice. Questa per legge non viene compensata per il commercio dei suoi gameti quanto rimborsata per il tempo perso e per il disagio subito durante le tre quattro settimane di procedura.

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