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“Il bottino dei nazareni”: le razzie dell’Isis in vendita al mercato e on line

© Caroline Gluck/EU/ECHO / CC
https://www.flickr.com/photos/69583224@N05/15920826641



Mahoubet, 50, a mother of 10, says that ISIL kidnapped her sister and daughter and killed her husband as they fled their homes in north-western iraq. She lives in an informal shelter for Yazidis refugees who fled ISIL attacks in Iraq. The shelter, in Sirnak province, Southeastern Turkey (an abandoned military barracks near coal mines) houses around 1200 Yazidis. They've relied on the generosity of the municipality, locals and help from ECHO-funded partners who have been providing tents, improving existing shelter conditions, running a primary health care centre ( with a local implementing partner, Doctors Worldwide), non food items, hygiene, psychosocial support and cash assistance. Photo credit: Caroline Gluck/EU/ECHO
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La merce saccheggiata nelle case dei cristiani in Iraq ora si può acquistare a Mosul per cifre modiche

Hanno deciso di chiamarlo "Il bottino dei nazareni". Si tratta di un mercato in cui è possibile acquistare i beni derubati ai cristiani durante la persecuzione. Il "bottino" si trova a Mosul, la principale città iracheni dominata dallo Stato Islamico. 

MERCE A PREZZI POPOLARI
E' qui che l'Isis commercia televisori, frigoriferi, forni a microonde e altri dispositivi elettronici, così come mobili e opere d’arte rubati alle famiglie non musulmane della città e dei dintorni. I prezzi oscillano da 50.000 a 75.000 dinari iracheni (da 35 a 50 euro), riporta Voxnews (2 febbraio). 

UNA PARTE E' DISTRUTTA
La merce esposta, spiega il portale Ankawa (31 gennaio), proviene dalle case dei cristiani e dalle chiese siriache. Non tutto il frutto delle razzie dello Stato islamico però può essere rivenduto (Tempi.it, 3 febbraio). In parte merita di essere distrutto perché sacrilego di per sé agli occhi dei terroristi. 

IL ROGO DEI LIBRI
Ai libri, ad esempio, è riservato un destino ancora peggiore. Nei giorni scorsi l’Isis ha dato alle fiamme migliaia di testi presenti in una delle più antiche librerie della città. Il proprietario è stato arrestato e il patrimonio storico del negozio è andato perso per sempre. La motivazione? «Sono libri infedeli, che spingono a disobbedire Allah per questo saranno bruciati» (Il Tempo, 6 febbraio).

OPERE DI 5000 ANNI FA
La stessa sorte è toccata ancora prima agli scritti conservati nel museo-biblioteca di Mosul, dove erano custodite opere risalenti a 5000 anni prima di Cristo. Uno scempio senza eguali, che conferma l’oscurantismo in cui vive e di cui si nutre il fondamentalismo islamico portato avanti dallo Stato islamico.

VENDITA ANCHE ON LINE
Tornando al commercio di beni cristiani, riporta sempre Il Tempo, la vendita, oltre che avvenire a terra, si è spostata anche on line. Sui forum jihadisti frequentati dai simpatizzanti del Califfato sparsi in tutto il mondo, è possibile comprare a pochi soldi anche oggetti di valore rubati ai siriani di fede cristiana.

RIMOSSE LE CROCI
È di ieri, invece, la notizia che gli jihadisti hanno imposto la rimozione delle croci dalle chiese di Tel Hamis, una località nel nord-est della Siria a maggioranza cristiana (Asianews, 5 febbraio). Già a luglio scorso il nunzio in Iraq e Giordania, monsignor Giorgio Lingu, durante un'intervista a Radio Vaticana, aveva denunciato nella zona una «situazione molto grave».

MARCHIATE CON LA "N" DI NAZARENO
Ai cristiani della Piana di Ninive, infatti è stato chiesto di convertirsi all’Islam o di pagare la tassa per la religione imposta ai non musulmani oppure di lasciare la città. E le loro case sono state marchiate con la "N" di Nazareno. I vescovi, sia il vescovo caldeo, sia quello siro-cattolico sia quello siro-ortodosso, a più riprese hanno invitato i fedeli a lasciare quanto prima la città per evitare conseguenze peggiori. 

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