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Perché ci sono due riti, romano e ambrosiano?

© Sabrina Fusco / ALETEIA
Celebrazione Messa del Crisma con il Santo Padre - 17 Aprile 2014
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Il cristianesimo si è sempre incarnato nelle culture, così che lo stesso mistero di Cristo si celebra in modi diversi

Gentile direttore, perché nella Chiesa cattolica in Italia esistono i due riti romano e ambrosiano? Non c’è rischio di creare confusione nei fedeli? C’è un rito più importante dell’altro?

Angela, Napoli

Cara Angela, prima di tutto occorre capire che cos’é un rito e come nasce. Si tratta del modo in cui il cristianesimo si incarna in una cultura: ci possono essere accentuazioni diverse su come rapportarsi a Cristo o vivere la realtà della Chiesa. Come spiega il catechismo ai numeri 1200-1206, nel corso della storia le Chiese di una certa area geografica sono giunte a celebrare lo stesso mistero di Cristo in modi particolari, caratterizzati culturalmente. Questo è avvenuto nella trasmissione della fede, nei simboli della liturgia, nell’organizzazione della comunione fraterna, nella comprensione teologica dei misteri e in varie forme di santità. “In questo modo Cristo, luce e salvezza di tutti i popoli, viene manifestato attraverso la vita liturgica di una Chiesa al popolo e alla cultura ai quali essa è inviata e nei quali è radicata”. Tutto questo mostra la cattolicità, cioè l’universalità, della Chiesa, che può integrare nella sua unità, purificandole, tutte le ricchezze delle culture. Non c’è, dunque, un rito più importante di un altro. Leggiamo, anzi, nella costituzione sulla liturgia del Vaticano II, che “il sacro Concilio, obbedendo fedelmente alla tradizione, dichiara che la santa madre Chiesa considera come uguali in diritto e in dignità tutti i riti legittimamente riconosciuti; vuole che in avvenire essi siano conservati e in ogni modo incrementati” (Sacrosanctum Concilium n. 4).

Ma quali sono questi riti o tradizioni liturgiche? Quelli attualmente in uso nella Chiesa cattolica sono il rito latino e i riti orientali: bizantino, alessandrino o copto, siriano, armeno, maronita e caldeo. Il rito latino comprende il rito romano, quelli di alcune Chiese locali, come il rito ambrosiano per la Chiesa milanese o quello ispano-mozarabico per alcune regioni spagnole, e il rito di alcuni ordini religiosi, come quello certosino. Da ricordare che nel corso della storia alcuni riti sono stati progressivamente assorbiti dal rito romano oppure soppressi, come il rito gallicano usato in Francia e quello patriarchino dei patriarcati di Aquileia, Grado e Venezia.

Non c’è spazio per descrivere le particolarità del rito ambrosiano. Tra le più evidenti sono il tempo di Avvento, che conta sei settimane, e l’inizio della Quaresima con la prima domenica (non c’è il mercoledì delle ceneri). Nella Messa i lettori, prima di proclamare le letture, chiedono e ricevono la benedizione del sacerdote; lo scambio della pace si fa prima delle preparazione dei doni. Una grande differenza riguarda le preghiere proclamate nella liturgia, del tutto diverse da quelle romane. Dopo la riforma liturgica, per diversi anni il rito ambrosiano ha seguito quasi del tutto le letture della Messa del rito romano. Nel 2008 è stato introdotto il nuovo Legionario ambrosiano, che ha recuperato molti elementi della tradizione: oggi le letture non corrispondono quasi mai tra i due riti.

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