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Campagna perché Riccardo III riceva una sepoltura cattolica

© University of Leicester
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Se non fosse morto, forse la Chiesa anglicana non sarebbe mai esistita

Looking for Richard, organizzazione che ha promosso e attuato il progetto che ha portato al ritrovamento dei resti del re Riccardo III d’Inghilterra, guida ora una campagna per riuscire a far sì che il governante riceva una sepoltura cattolica in base alla fede che ha professato e perché i suoi resti non siano più confinati in un laboratorio dell’Università di Leicester ma riposino in uno spazio sacro.

“Il nostro proposito riscattando dall’oblio i resti di Riccardo III non era quello di dissotterrare un trofeo o uno campione scientifico”, ha dichiarato l’organizzazione, “ma concedere a un re caduto una sepoltura realizzata con dignità e rispetto per la sua fede religiosa”.

La richiesta ha già raccolto oltre tremila firme in comunità cattoliche locali, e il 26 gennaio è stata aperta una convocazione attraverso Internet della durata di un mese per riunire il sostegno di persone di tutto il mondo.

La necessità di una sepoltura degna della sua condizione reale sorge dalle condizioni della morte di Riccardo III, avvenuta nella battaglia di Bosworth nel 1485 ad opera dell’esercito di Henry Tudor, che in questo modo reclamò la corona britannica sotto il nome di Enrico VII.

Il re deposto venne sepolto senza solennità in un monastero che anni dopo sarebbe stato sciolto dal figlio del nuovo re, Enrico VIII, durante la sua persecuzione della Chiesa cattolica dopo la creazione della religione anglicana.

L’esatta ubicazione della sepoltura del re era rimasta nell’oblio, e alla fine è stata scoperta sotto un parcheggio nella città di Leicester.

Il cammino che ha portato al ritrovamento è stato lungo e ha richiesto un ampio lavoro di ricerca per determinare i possibili luoghi nei quali potesse trovarsi il corpo, ottenere le varie autorizzazioni per compiere gli scavi e finanziare gli esperti che avrebbero poi trovato i resti mortali e confermato l’autenticità del ritrovamento.

Tutto questo è stato realizzato da Looking for Richard, ma le discrepanze sul trattamento del cadavere del re sono iniziate dopo la concessione del permesso governativo di riesumazione e la custodia dei resti all’Università di Leicester, che ha negato la possibilità che venissero conservati in una cappella durante il periodo di attesa di una nuova sepoltura.

Senza autorità sul corpo del re, l’organizzazione ha dedicato i propri sforzi a cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica sul trattamento dovuto ai resti di un sovrano e credente praticante.

Rispetto per l’identità cattolica

Le autorità hanno deciso ufficialmente che la nuova sepoltura del re Riccardo III sarà nella cattedrale anglicana di Leicester e che i resti rimangano sotto la custodia dell’Università fino a marzo, quando saranno portati nel tempio.

“Vorremmo che rimanesse in una cappella (durante l’attesa). È stato rifiutato”, ha denunciato Looking for Richard nella sua petizione.

“Ora chiediamo l’ultima cosa che si potrebbe desiderare per chiunque, e soprattutto per i caduti in battaglia: essere accolto con reverenza in un luogo sacro della propria religione”.

La petizione è aperta a tutti, affermando che il desiderio di essere sepolti in base ai riti della propria religione è compreso da persone di qualsiasi credo e che il trattamento rispettoso del corpo dei defunti è “una caratteristica della società civilizzata”.

La scelta da parte delle autorità di un tempio anglicano anziché di uno cattolico è stata criticata dal dottor John Ashdown-Hill, storico e genealogista la cui indagine del DNA ha permesso di identificare in modo soddisfacente i resti. “Ci sono molte prove per le quali Riccardo III aveva una fede personale assai seria”, ha ricordato l’esperto. “Se Riccardo III non fosse morto, forse la Chiesa anglicana non sarebbe mai esistita”.

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