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Sull’utero in affitto si sveglia un popolo?

© Public Domain
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L'appello de La Croce per il 13 giugno: tutti al Palalottomatica di Roma e portiamo le firme per una moratoria contro la compravendita dei figli

Il dado è tratto. Dopo il Family Day del 2007, per la prima volta un popolo si riunirà nuovamente per far sentire la propria voce. Il luogo è stato addirittura già prenotato: sabato 13 giugno alle 15 al Palalottomatica di Roma in uno spazio da quindicimila posti, quindicimila persone da tutta Italia si riuniranno per dire che la Corte Europea di Strasburgo – che sanziona l’Italia perché non permette che i figli si comprino – sbaglia e per chiedere, tramite una raccolta firme che l’ONU voti una proposta di moratoria per la pratica dell’utero in affitto che trasforma i bambini in merce, le donne in corpi da sfruttare, a volte fino alla morte come è successo alla diciassettenne indiana Sushma Pandey uccisa dalla iperstimolazione ovarica.

A spiegarlo con la sua verve è Costanza Miriano sulle colonne de La Croce:

 

“Ci riuniamo per dire che i bambini non si comprano, che la persona è sacra, che le donne non si possono affittare, che i bambini hanno bisogno e diritto a un padre e a una madre, che l’ideologia del gender che insegnano nelle scuole è una vera e propria colonizzazione ideologica, come l’ha definita il Papa, che la Chiesa è rimasta l’unica ad avere il coraggio di annunciare all’uomo la verità su se stesso e che noi siamo con lei, la Chiesa madre nostra. Per far questo raccoglieremo le firme, sì, le raccoglieremo e le faremo arrivare al Palazzo di Vetro. Ma vogliamo anche trovarci insieme, per parlarci, guardarci negli occhi e capire insieme, e per farci vedere”

Una partita che è naturalmente “globale”, ma che si svolge in ciascun paese, quindi il primo sforzo da fare – spiegano dal quotidiano – è quello di prepararsi alla prossima stagione legislativa, quella che si aprirà, di fatto, all’indomani dell’elezione del nuovo Presidende della Repubblica.

 

“C’è un’offensiva normativa e politica in corso – prosegue la Miriano – , proprio in questi giorni, in questi mesi, e c’è un popolo che si sta mobilitando, per ricordare che contro il popolo non si legifera. Un popolo che si mobilita perché è vero che la battaglia decisiva è quella contro il nostro peccato, è la conversione, e lì non si combatte a colpi di convegni né di articoli, ma di preghiera e di vita vera, ma è vero anche che mentre noi siamo impegnati a convertirci ci sono bambini in carne ed ossa che vengono prodotti, venduti, eliminati se imperfetti, comprati, cresciuti in famiglie senza il padre o senza la madre. Noi vogliamo che questa cosa in Italia non sia consentita. Noi vogliamo fermare leggi che la permettano, perché quando una legge entra il vigore fa mentalità, abbassa la soglia della consapevolezza, della vigilanza morale, come purtroppo è successo con l’aborto in tutto il mondo”

E’ una vera e propria “chiamata alle armi”:

“Per questo chiamiamo a raccolta tutti, i movimenti, tutti ma proprio tutti inclusi, soprattutto tutte le persone di buona volontà. Crediamo che se da lì, quel giorno, usciranno quindicimila persone decise a capire davvero cosa stanno cercando di far passare sopra le nostre teste, il nostro paese cambierà il corso della storia. Quindicimila teste pensanti e di buone volontà decise a passare parola possono davvero fare la differenza”

Il giorno scelto non è casuale, anzi, e riguarda chi siano i veri sponsor dell’iniziativa:

“Il 13 giugno è il Sacro Cuore Immacolato di Maria, che, come lei ha promesso a Fatima, trionferà sul mondo. Ed è anche sant’Antonio da Padova, il santo dei miracoli. E come se non bastasse, troppa grazia, il 13 giugno è salita al cielo Chiara Corbella Petrillo”.

Con una “copertura politica” di questo livello, non può andar male…

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