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La voce dei propri familiari aiuta ad uscire dal coma più velocemente

Ⓒ Public Domain
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La ripresa della coscienza dipenderebbe dalla stimolazione audio delle persone care

Le voci dei propri cari aiutano le persone in coma a svegliarsi più rapidamente. E' stato dimostrato, per la prima volta, dagli scienziati della Northwestern University nell'Illinois Stati Uniti. Spiega il Daily Telegraph (25 gennaio): gli scienziati hanno fatto ascoltare le registrazioni effettuate dai membri delle rispettive famiglie, per quattro volte al giorno, a sei pazienti in coma.  

BENEFICI DURANTE LE RISONANZE MAGNETICHE
I pazienti, sottoposti ad una risonanza magnetica mentre la voce registrata parlava, hanno mostrato un aumento del livello di ossigenazione del sangue nelle regioni della comprensione del linguaggio e della memoria a lungo termine. I ricercatori, il cui studio è stato pubblicato dal giornale di settore “Neurorehabilitation and Neural Repair“, hanno osservato che i progressi maggiori si sono registrati nelle prime due settimane di trattamento, mentre nelle successive i miglioramenti, pur confermandosi, proseguivano più lentamente (scienze.fanpage.it, 26 gennaio).

UN AIUTO ANCHE PER LE FAMIGLIE
I ricercatori dicono che la terapia, chiamata Familiar Auditory sensoriale Training (FAST), aiuti non solo i pazienti, ma anche le famiglie. Theresa Pape, neuroscienziato presso la Northwestern University Feinberg School of Medicine ha evidenziato che «le famiglie si sentono impotenti e fuori controllo, quando una persona cara è in coma. E' una sensazione terribile per loro. Sapere che le loro voci possono incentivare i miglioramenti, dà loro un senso di controllo sulla ripresa del paziente e la possibilità di essere parte del trattamento» (medcitynews.com, 26 gennaio).

"MI VAI A COMPRARE LE PEPITE DI POLLO?"
Aneddoti, barzellette, ma anche commenti a vecchie foto. Tutto si è rivelato utile per l'uscita dal coma. Corinto Catanus, ad esempio, ha registrato una serie di piccole storie per il marito Godfrey, ex ministro della gioventù California, che era in coma da tre mesi. «Le storie – racconta la donna – lo ha aiutato Godfrey recuperare dal coma, e mi hanno aiutato a sentire che potevo fare qualcosa per lui. E questo mi ha dato la speranza». La voce della signora Catanus, registrata su un Cd, ha ricordato al marito, ad esempio, che la mattina lei desiderava pepite di pollo durante la sua seconda gravidanza (medicaldaily.com, 25 gennaio).

Tags:
coma
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