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Transessuali e Chiesa: il cambio di sesso può essere una soluzione?

© Public Domain
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Come accogliere e accompagnare le persone che soffrono di Disforia di Genere?

GENESI DELLA PATOLOGIA
Le origini della patologia non sono chiare: «Sicuramente dipende da elementi di natura biologica – chiosa Dettore – per ora siamo solo certi che se questa condizione persiste fino a 16-17 anni, è quasi impossibile che la persona rientri nel suo genere di attribuzione originario. La manterrà per tutta la vita».

DISCUTIBILE INTERVENIRE SUGLI ADOLESCENTI
Secondo padre Maurizio Faggioni, medico e docente di Teologia morale all'Antonianum e all'Accademia Alfonsiana di Roma, gli interventi psichiatrici in età prepuberale per affrontare la Disforia di Genere sono discutibili, tanto più se connotati dalla somministrazione di farmaci come bloccanti dello sviluppo. D'altro canto gli attuali protocolli sono il frutto di un orientamento della psichiatria piuttosto recente e tutt'altro che condiviso dalla morale cattolica. 

L'UNICO CASO IN CUI SI GIUSTIFICA LA "CORREZIONE" 
L'opinione corrente, invece, tra i moralisti vicini alla Chiesa, è che il sesso è deciso dalla coscienza. «Ma in casi drammatici estremi – ha detto padre Faggioni ad Aleteia – e cioè quando si vive un senso di angoscia che non si riesce a superare né con l'aiuto psichiatrico, né con quello farmacologico, ed è tale da metterne in pericolo la vita, allora si può ricorrere anche alla correzione del fenotipo, cioè alla correzione degli aspetti genitali, intesa come cura palliativa»

MASCOLINITA' E FEMMINILITA' IMMUTABILI
Nel caso di un intervento chirurgico, prosegue il teologo moralista, «va precisato che esso non assegna comunque la mascolinità o femminilità a quella persona. Ed essa non può accedere alle nozze in Chiesa, né alla vita consacrata. E nel caso una persona sposata decida di ricorrere a questa pratica, il matrimonio viene ritenuto nullo». 

IL "NO" DI RATZINGER E VESCOVI
In particolare, rispetto all'accesso al matrimonio, in senso negativo si esprimeva la Lettera, a firma del cardinale Ratzinger, inviata il 28 maggio 1991 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede ai Vescovi tedeschi. Più recentemente, il 21 gennaio 2003, una Notificazione della Conferenza Episcopale Italiana ricordava che un cambiamento del sesso allo stato civile non poteva comportare una parallela modifica nell'atto di battesimo.

STIMA E MISERICORDIA PER I TRANSESSUALI
L'impossibilità di essere ammessi alle nozze cristiane «non significa affatto che le persone transessuali che si sono sottoposte all'intervento correttivo debbano essere considerate escluse dalla comunità ecclesiale – risalta padre Faggioni – al contrario, proprio il profondo disagio che, a volte per anni, ha accompagnato la loro vita, le ingiuste discriminazioni e lo sfruttamento che spesso hanno subìto e subiscono, chiedono alla comunità cristiana, in nome della misericordia di Dio, di avere per questi fratelli e sorelle sentimenti di ancor più sollecita accoglienza, di autentica stima e di fattivo sostegno».

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