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Transessuali e Chiesa: il cambio di sesso può essere una soluzione?

© Public Domain
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Come accogliere e accompagnare le persone che soffrono di Disforia di Genere?

IL PERCORSO DEL TERAPEUTA 
Con il professore Davide Dettore, docente di psicologia clinica all'Università di Firenze, che da anni segue persone affette da Disforia di Genere, scopriamo più dettagliatamente il percorso che dovrebbe effettuare un terapeuta. «E' ovvio – premette – che quando ci si trova con persona che non si trova bene nel genere che gli è stato attribuito alla nascita e sente di appartenere ad un genere diverso, è assolutamente non eticamente corretto insistere, cercando di farlo tornare sul genere che le è stato attribuito». 

1° STEP: CAPIRE SE LA CONVINZIONE E' FERREA
Piuttosto, sottolinea il docente, «deve comprendere la situazione e verificare se questa convinzione è davvero ferrea, come e da quando è sorta». Se il terapeuta nota che la persona non si smuove dalla sua convinzione, «secondo tutte le norme deontologiche attuali» – e qui Dettore concorda con la Petilli – «non bisogna minimamente forzare il ritorno del genere di attribuzione alla nascita. E' come provare a convincere una persona eterosessuale e diventare omosessuale o viceversa. Sono concetti diversi l'orientamento sessuale e l'identità di genere, ma in entrambi i casi può non avvenire il cambiamento». 

2° STEP: I BLOCCANTI IPOTALAMI
«Gli adolescenti – afferma lo psicologo – si trovano in una fase in cui il corpo cambia e va verso una identificazione più strettamente di un sesso o dell'altro. E a loro deprime se quell'identificazione va verso il sesso che non gli è stato attribuito alla nascita». In particolare il terapeuta può applicare per loro un trattamento a base di bloccanti ipotalami, medicinali che bloccano lo sviluppo puberale. «Cioè il corpo non si modifica più in una identificazione o nell'altra, resta alla situazione in cui è arrivato in quel momento. In questo modo ci sono altri due o tre anni a disposizione del terapeuta che può seguire l'adolescente e valutare se la Disforia di Genere regredisce o meno». 

3° STEP: SOMMINISTRAZIONE DI ORMONI
Se la Disforia di Genere migliora, si sospende il bloccante, in caso contrario, solitamente all'età di 16-17 anni, si cominciano a somministrare ormoni che vanno nella direzione del sesso in cui ci si identifica. Dopo i 18 anni è possibile anche programmare un intervento per cambiare la fisionomia del proprio corpo, ma non tutti lo eseguono. C'è chi si accontenta di avere un'attribuzione anagrafica di sesso e non chirurgica.

1 SU 4 RESTA TRANSESSUALE
Dettore sottolinea un dato: «Non tutti i bambini con Disforia di Genere precoce finiscono nel transessualismo. Circa il 23-25 per cento mantiene la Disforia e in età adulta gli viene riattribuito il genere. Una buona parte diventa omosessuale, il resto si orienta con il genere di appartenenza». 

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